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Morto un Gheddafi, se ne fa un altro?


Morto un Gheddafi, se ne fa un altro? No, già ce ne sono parecchi altri in circolazione, ma questo i meno addormentati lo sanno. Più che altro: ma veramente vogliono far credere che la morte di Gheddafi sia una vittoria per il popolo libico?

Leggete cosa scrive a proposito Sherif El Sebaie, esperto di diplomazia culturale, internazionalizzazione e politiche di integrazione, con particolare attenzione al Medio Oriente e al fenomeno migratorio in Europa occidentale:

Quando ho letto che la morte di Gheddafi sarebbe, secondo qualcuno, “una vittoria del popolo libico”, mi sono messo a ridere di gusto, nonostante la tragica e sconvolgente barbarie con cui il Colonnello è stato liquidato. L’incalzare dei commenti allucinanti e festosi da parte di molti politicanti ha il sapore della beffa, visto che è chiaro anche per un bambino di tre anni che la cattura e la liquidazione di Gheddafi non sarebbe stata possibile senza l’intervento degli aerei francesi. Anzi, per dirla tutta, gli stessi ribelli o mercenari – divisi, disorganizzati e privi di sostegno popolare, visto che le forze lealiste hanno resistito per mesi – non sarebbero andati molto lontano senza la copertura aerea della Nato sobillata dalla Francia, quella mediatica di Aljazeera eterodiretta dal Qatar (unico paese arabo a contribuire bellicamente) e il sostegno finanziario di tutti coloro che avevano un interesse materiale (o sono stati costretti dagli eventi) a portare a termine un “cambio di regime” in Libia. La disonestà intellettuale insita nel definire questa ennesima aggressione, pianificata a tavolino, una “rivolta popolare” dovrebbe essere evidente, ormai. Bene ha detto Borghezio (dovrei cominciare a preoccuparmi?): non bisogna confondere il fu Colonnelo “con i nuovi dirigenti libici portati al potere dalle baionette della Nato e dalle multinazionali del petrolio”“.

Sul suo blog tutto l’articolo.

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