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Battleship: tre modi per non guardarlo correttamente [recensione]

, il 16 aprile 2012

Sia chiaro, colpa mia. Avevo un po” frainteso il campo di forza. Nel senso: delle navi aliene riescono ad isolare alcune navi militari mandandogli in tilt i radar e recintandole in uno scampolo di mare (grazie appunto al campo di forza). Credevo che uno spunto narrativo del genere dirigesse “Battleship” verso uno di quei film girati su un unico set, tipo “L”Angelo Sterminatore”, “Carnage”, “Dieci Piccoli Indiani”, ecc ecc. Ok, era assurdo sperare che prendendo l”idea della battaglia navale (quella dove uno segna su un foglio a quadretti le ipotetiche posizioni delle navi dell”altro e prova ad affondarle) e sommandola ad un action movie di ultima generazione si ottenesse un mix perfetto di effetti speciali ed un intricato e cevellotico sistema di super mosse stategiche. In seconda ipotesi, allora, ho sperato che le protagoniste fossero proprio le due navi e che queste si facessero il culo a vicenda per tutti i 90 minuti. Perchè: a me i film in qualche modo “minimali”, girati in una precisa e ristretta parte della scenografia e che per l”intera durata della storia girano attorno ad una sola idea, mi rilassano, mi piacciono in una maniera che non potete immaginare, è come se il mio cervello delimitasse meglio la zona su cui applicare l”attenzione e spegnesse tutti gli altri neuroni che non gli servono.

Terza ipotesi: diventa una guerra di trincea, di quelle lunghe, logoranti La comodita di giocare da casa si unisce ai vantaggiosi bonus omaggio, e grazie alla elevata qualita dei giochi proposti dai migliori casino online aams, hai la certezza di poter contare su un gioco sempre sicuro e con percentuali di pagamento oneste e controllate. e cariche di tensione, in più c”è il fattore isolamento/mare (a maggior ragione: isolamento/mare/campo di forza); vuoi scommettere che c”è una scena di sesso tra il protagonista e l”unica donna a bordo?

No, niente sesso.

In realtà questa cosa della battaglia navale [intesa (lo ripeto) col tentare la sorte su un reticolato fisso di lettere e numeri e non, ovvio, come un semplice scontro tra navi] nella vita reale si traduce così: i radar sono manomessi, ok, allora i marinai si ricordano di un vecchio sistema radio che traccia lo spostamento delle acque grazie ad una serie e di boe trasmittenti disseminate a distanza regolare nell”oceano. Questa battaglia navale durerà una ventina di minuti al massimo. Il resto sono alieni che escono dal campo di forza e vanno a distruggere l”America senza un ben preciso ordine; Rihanna (l”unica donna a bordo), che proprio una brava attrice non è; un reduce di guerra con due protesi al posto delle gambe che insieme a Brooklyn Decker e ad uno scienziato difende la collina con il super trasmettitore, quello utile agli allieni per chiamare i riforzi (e mi chiedo, la collina non la poteva difendere il Pentagono?); una corazzata della seconda guerra mondiale che fa una sgommata in mare (a tutta velocità butta l”ancora, si fa una derapata in acqua inclinandosi il giusto per schivare dei missili e sparare di lato alla nave aliena); degli anziani (veterani della seconda guerra mondiale) che salvano il mondo perchè sono gli unici marines rimasti vivi all”interno del campo di forza. Un minestrone di trame che può essere riassunto con: gli alieni vogliono fare il culo agli umani, sembra che ce la facciano, ma alla fine no. Sia chiaro, c”è molta confusione ma nessuno in sala sembrava preoccuparsene.

 

(Brooklyn Decker)

 Poi gli Alieni: sono fatti proprio male, poco più di un soldato di Halo. E scendono tra gli umani troppo presto rinunciando a quella tensione bellissima dovuta al “fattore attesa” (di solito tu vedi la navicella per tre quarti del film e solo in finale ti fanno vedere l”alieno in faccia). E poi c”è una nave che si spezza a metà che, secondo me, se la rivediamo tra due anni ci sembrerà presa da uno di quei thriller con gli effetti speciali di serie B che danno in estate su Canale 5. Ecco, su queste cose potrei essere anche più esigente (gli alieni e alcuni effetti speciali). Su tutto il resto assolutamente no: i produttori di Transformers” hanno provato a lanciare una nuova saga cinematografica con un altro giocattolo della Hasbro.

In sala si divertivano come bambini.

 

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