GeometriCam, l’app per trasformare le tue foto in spettacolari composizioni geometriche

Per immagini coloratissime e un po’ psichedeliche. Abbiamo intervistato chi l’ha sviluppata, Giuseppe Capozzo

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di Gabriele Ferraresi facebook 3 marzo 2016 13:54
GeometriCam, l’app per trasformare le tue foto in spettacolari composizioni geometriche

geometricam giuseppe capozzo  Ecco come puoi trasformarti con GeometriCam

 

Giuseppe Capozzo (ovvero Krapoz su Instagram) ha sviluppato un’app iOS molto interessante, si chiama GeometriCam: utilizza la camera di iPhone per generare composizioni geometriche in tempo reale davvero spettacolari.

Con GeometriCam nascono panorami astratti spettacolari, volti che riusciamo a riconoscere, ma spezzettati in enormi pixel colorati, ma soprattutto si ha la possibilità di sperimentare e viaggiare con la creatività in un modo nuovo. Insomma, ci piace un sacco: noi abbiamo fatto qualche domanda a Giuseppe.

Ma prima vediamo un esempio di cosa si può fare con GeometriCam

 

Una foto pubblicata da GeometriCam (@geometricamapp) in data:

Ciao Giuseppe, puoi presentarti ai lettori di DailyBest?
Mi chiamo Giuseppe Capozzo, sono nato qualche anno bisestile fa al sole della California d’Italia. Dopo aver inspiegabilmente messo radici in terra padana ho cercato di dare un senso a un PhD in Human Computer Interaction collaborando con agenzie di advertising digitale in qualità di Creative Technologist. Nel frattempo, fulminato sulla via della cosiddetta iPhoneography (sono @krapoz su Instagram), mi sono tolto un po’ di soddisfazioni partecipando con successo, fra le altre cose, a due edizioni dei Mobile Photography Awards. Unendo pertanto professione e hobby ho deciso un bel giorno di intraprendere la scelta di investire sulla creazione di una app tutta mia: ed ecco qui GeometriCam.

 

Un video pubblicato da GeometriCam (@geometricamapp) in data:

 

 

È la prima app che sviluppi?
Purtroppo sì; dico purtroppo perché a posteriori avrei preferito lanciarmi prima in un’avventura simile, quando ancora i territori erano inesplorati e i mercati delle app meno saturi. Oggi, con l’incredibile offerta a disposizione, è sempre più complesso formulare un’idea realmente innovativa che possa essere poi trasformata in un prodotto capace di ritagliarsi un suo spazio sulla scena. Ad ogni modo sempre meglio provarci (con convinzione!) che restare a guardare con la prospettiva di mangiarsi le mani.

Quando è nata l’idea della tua app?
Già a cavallo fra il 2013 e il 2014 ho iniziato a individuare una serie di possibili soluzioni per una app di settore, cominciando così a mettere a frutto l’esperienza maturata da utente incallito e da “scaricatore” di app al limite dell’ossessivo-compulsivo. Conservo gelosamente le idee annotate nelle situazioni più disparate, tenuto anche conto che all’interno di GeometriCam è confluita solo una parte di tutti gli spunti emersi nel tempo.

Quanto tempo hai impiegato a svilupparla?
La prima bozza di GeometriCam è nata nell’autunno del 2014 al culmine di una serie di esperimenti con OpenGL e Swift, il nuovo linguaggio di programmazione di Apple reso disponibile proprio a giugno dello stesso anno. Ho speso poi tutta la prima metà del 2015 mettendo in piedi e raffinando sia l’interfaccia utente che gli “effetti speciali”, prima di passare a tutti i vari elementi di contorno non meno importanti, dalla presentazione del prodotto fino ai vari aspetti di PR e marketing. Il tutto con lo spirito di una instancabile one-man band, fra nottate infinite e weekend striminziti.

 

Un video pubblicato da GeometriCam (@geometricamapp) in data:


Qual è stata la cosa più difficile da fare?
La sfida più impegnativa è stata condensare tutte le possibilità creative della app in una esperienza utente quanto più possibile fluida, immediata e divertente, senza per questo rinunciare ad offrire agli “smanettoni” un ventaglio di controlli e impostazioni che permettessero di andare a fondo con l’esplorazione e la sperimentazione. Da un punto di vista più strettamente tecnologico tanto impegno (ma anche divertimento) ha richiesto la messa a punto delle funzionalità video e di elaborazione in real-time, tratti appunto distintivi e innovativi di GeometriCam rispetto all’esistente sul mercato.

I tempi di approvazione Apple sono leggendari come si dice? A te come è andata?
Probabilmente il mio è un caso fortunato dato che i tempi effettivi di approvazione sono stati pari a 6 giorni per la prima versione ufficiale e addirittura solo 2 per l’aggiornamento appena pubblicato. Sia sul versante della produzione (Xcode e Swift) che sul versante della pubblicazione e gestione (iTunes Connect) gli strumenti offerti da Apple si sono finora rivelati, almeno per la mia esperienza e le mie esigenze, senza dubbio eccellenti.

Che cosa ti piace di più dell’estetica che sei riuscito a ricreare?
I riferimenti artistici principali sono stati fin da subito la Op Art di metà anni sessanta e il più moderno computational design, sintetizzati in un mix di passato e contemporaneo neanche tanto improbabile data l’innegabile influenza della prima corrente sulla seconda. Ho lavorato molto poi sulla pulizia dell’interfaccia in modo da rispettare un approccio minimale e rigoroso che andasse di pari passo con l’estetica dei contenuti prodotti dalla app.

Come mai non c’è ancora una versione per Android?
La ragione è molto semplice: per un produttore indipendente come me il rischio commerciale è estremamente rilevante data la purtroppo ingente percentuale di download illegali che affliggono la piattaforma. In secondo luogo ciò che contribuisce a rendere il quadro ancora più complesso è la cosiddetta “frammentazione” di Android (tanti, troppi modelli di dispositivi con caratteristiche e risoluzioni differenti). Insomma, non proprio una sfida da affrontare a cuor leggero. Di sicuro molto, se non tutto, dipende dall’esito sulla media distanza della versione iPhone.

 

Una foto pubblicata da GeometriCam (@geometricamapp) in data:

 

Si riesce a vivere sviluppando app? 
Avendo pubblicato l’app al termine del 2015 è ancora troppo presto per avere a disposizione razionali che aiutino a comprendere in modo preciso, o anche solo in prospettiva, la profittabilità di un prodotto come GeometriCam. Del resto, partendo dal 30% lasciato ad Apple per ogni app venduta e sommando a questo i tassi di cambio delle valute spesso non propriamente favorevoli – per non parlare della cospicua tassazione italiana – è facile rendersi conto come nelle tasche dei produttori di app arrivi solo una piccola parte del prezzo esposto sullo Store.

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