Questa bambina di 2 anni ha messo a tacere gli adulti sul razzismo

La bambina ha comprato una bambola e la cassiera le ha detto che non era adatta a lei perché era nera. Questa è la risposta della bambina

Attualità
di Raffaele Portofino 4 aprile 2017 15:43
Questa bambina di 2 anni ha messo a tacere gli adulti sul razzismo

 bored panda

Sophie Benner è una bella bambina di due anni, proveniente dalla Carolina del Sud, negli Stati Uniti. Come sapete, ultimamente da quelle parti non è che si respiri un’aria particolarmente progressista ed è facile incappare in dialoghi o commenti anche solo sottilmente razzisti.

Questa è la storia: Brandi, la mamma di Sophie, l’ha portata a comprare un premio per averla fatta nel vasino e la bambina ha scelto una bambola dottoressa, perché è ciò che vuole fare da grande. Niente di strano se non che la bambola ha la pelle scura.

A Brandi e Sophie non importa il colore della pelle del giocattolo, ma quando sono andate a pagare, la cassiera ha chiesto alla bambina se fosse sicura di voler prendere proprio quella bambola e non una che le somigliasse di più.

 

Brandi, Sophie e l’altra figlia neonata bored panda - Brandi, Sophie e l’altra figlia neonata

 

La bambina ha risposto candidamente di sì e la cassiera ha continuato a dirle che in negozio ne avevano proprio come lei e che quella che aveva scelto non le somigliava per niente.

Mentre la mamma si stava per arrabbiare, Sophie ha risposto “Sì, mi somiglia. È una dottoressa e io sarò una dottoressa, io sono bella e lei è bella. Hai visto lo stetoscopio?”

Finalmente la cassiera ha assecondato la bambina e ha solo risposto “Sì è carino”, anche perché dopo una lezione del genere da parte di una bambina di neanche 3 anni, difficile dire qualcosa di sensato.

La mamma ha postato la foto con il commento su Instagram e ha preso più di 450mila like ed è stata condivisa più di 180mila volte, diventando subito virale e impartendo una lezione al mondo intero: per i bambini il colore della pelle è irrilevante, siamo noi adulti a inculcare loro questi concetti sbagliati.

Nick and I told Sophia that after 1 whole month of going poop on the potty, she could pick out a special prize at Target. She, of course, picked a new doll. The obsession is real. While we were checking out, the cashier asked Sophia if she was going to a birthday party. We both gave her a blank stare. She then pointed to the doll and asked Sophia if she picked her out for a friend. Sophia continued to stare blankly and I let the cashier know that she was a prize for Sophia being fully potty trained. The woman gave me a puzzled look and turned to Sophia and asked, "Are you sure this is the doll you want, honey?" Sophia finally found her voice and said, "Yes, please!" The cashier replied, "But she doesn't look like you. We have lots of other dolls that look more like you." I immediately became angry, but before I could say anything, Sophia responded with, "Yes, she does. She's a doctor like I'm a doctor. And I'm a pretty girl and she's a pretty girl. See her pretty hair? And see her stethoscope?" Thankfully the cashier decided to drop the issue and just answer, "Oh, that's nice." This experience just confirmed my belief that we aren't born with the idea that color matters. Skin comes in different colors just like hair and eyes and every shade is beautiful. #itswhatsontheinsidethatcounts #allskinisbeautiful #teachlove #teachdiversity #thenextgenerationiswatching

A post shared by Brandi Benner (@leilani324) on

COSA NE PENSI? (Sii gentile)