Assassinio sull’Orient Express, un remake carino e nulla più

Il Poirot di Kenneth Branagh non ha il fascino dello Sherlock di Robert Downey Jr., tantomeno di quello interpretato da Benedict Cumberbatch. Peccato

Cinema
di Eva Cabras 5 dicembre 2017 14:41
Assassinio sull’Orient Express, un remake carino e nulla più

 

Film gialli e Natale stanno bene insieme come zenzero e cannella, sono la coppia vincente da vivere nel freddo dell’inverno e Assassinio sull’Orient Express avrebbe potuto entrare a fare parte di questa festiva tradizione. Avrebbe, perché in realtà qualcosa nel film diretto e interpretato da Kenneth Branagh proprio non funziona. Il cast era quello giusto e la storia di partenza era tra le più iconiche della letteratura di Agatha Christie, ma la volontà di farne più un film action che un mistero da risolvere lo condanna a essere gradevole e poco altro.

La storia la conosciamo tutti e in molti sappiamo anche come va a finire, il che rende ancora più difficile mantenere interessante lo svolgimento. Il celebre detective belga Hercule Poirot si trova sul treno Orient Express di ritorno da un soggiorno a Istanbul. Nel bel mezzo del viaggio, uno dei passeggeri viene ucciso e all’investigatore tocca il compito di scoprire il colpevole, approfittando della tempesta di neve che blocca la ciurma nelle lande desolate dell’Est Europa.

 

Kenneth Branagh

 

Che ci si imbatta per la prima volta nella storia o che si conoscano già a menadito il libro della Christie e il suo primo adattamento del 1974 firmato da Sidney Lumet, gli intrighi di Assassinio sull’Orient Express saranno comunque capaci di tenervi svegli. Il problema sorge con l’operazione di restyling, con il tentativo di inserire un classico a tutti gli effetti nel filone di azione intellettuale che tanto ha funzionato per il britannico Sherlock Holmes. Ecco che arrivano gli inseguimenti, le gag da fenomeno che predice il comportamento dei criminali, le carrellate e i paesaggi in CGI neanche troppo fatte bene e il protagonismo di un Poirot belloccio che ruba la scena ai drammi interni alla cerchia dei viaggiatori.

 

Judi Dench

 

Kenneth Branagh ha voluto rendere cool il suo Poirot, ma senza lo humor e la sbruffoneria dello Sherlock Holmes cinematografico di Robert Downey Jr diretto da Guy Ritchie o dello Sherlock televisivo di Benedict Cumberbatch. Poco spazio è rimasto per le interpretazioni di Willem Dafoe, Johnny Depp, Michelle Pfeiffer e Judi Dench (regina assoluta del cast), tutti sacrificati all’ombra del detective da franchising, come preannunciato dall’aggancio nel finale a un altro libro di Agatha Christie, Poirot sul Nilo. In sintesi, quello che avrebbe potuto essere un nuovo appuntamento fisso delle feste è diventato un film da vedere sul divano dopo l’abbuffata di Natale, appassionante giusto per il dormiveglia in fase di digestione.

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