Ecco i 10 colpi di scena più belli della storia del cinema [SPOILER ALERT]

I nostri plot twist preferiti, quelli che ci hanno sconvolto la vita

Cinema
di Simone Stefanini facebook 8 marzo 2016 15:40
Ecco i 10 colpi di scena più belli della storia del cinema [SPOILER ALERT]

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Cos’è un plot twist? È il colpo di scena, il momento in cui un film, un libro o una serie tv cambiano di colpo e colgono di sorpresa lo spettatore/lettore. Può essere un assassino inaspettato, un cattivo che è sempre stato buono, la rivelazione che è stato tutto un sogno, cose di questo tipo.

Se vi spoilerano il finale di questi film mentre siete in fila al cinema, potete non rispondere di voi stessi.

Al cinema ce ne sono stati di meravigliosi e quelli che vi proponiamo in questa lista ci hanno davvero sconvolto la vita, a volte per mezz’ora, a volte siamo ancora qui a pensarci.

 

10) La famiglia  sempre la famiglia: Festen (1998)

Il figlio maggiore del patriarca Klingenfeldt prende la parola alla festa di suo padre per raccontare a tutti i presenti di quando da piccolo veniva violentato insieme a sua sorella gemella (poi morta suicida) proprio dal suo stesso padre. Qualcosa dentro di noi si rompe per sempre, tale è la potenza della sua affermazione da brividi e a ripensarci fa ancora male.

 

9) Faceva tutto parte del piano: Seven (1995)

John Doe (cioè Kevin Spacey, l’artista dei finali a sorpresa) uccide delle persone sgradevoli assegnando a ognuna un peccato capitale. Solo alla fine si scopre che proprio lui è il colpevole del peccato di invidia, perché vorrebbe vivere la vita del detective David Mills con sua moglie e una volta decapitata lei, verrà ucciso proprio dal detective sconvolto, che terminerà suo malgrado il folle piano del serial killer.

 

8) Il cattivo inaspettato: Venerdì 13 (1980)

Doppio colpo di scena per il primo film della saga di Venerdì 13. Non solo l’assassino degli ignari campeggiatori di Crystal Lake desiderosi di sessualità non è Jason con la maschera da hockey come negli altri 350 film della serie ma la mamma dello sventurato bambino affogato nel lago. La scena più paurosa è il finale, quando la sola sopravvissuta si rilassa nelle acque maledette e Jason sfigurato esce fuori per ucciderla. A ripensarci si salta ancora dalla sedia.

 

7) La beffa più grande: I soliti sospetti (1995)

Chi è Kayser Söze? Un misterioso boss criminale che nessuno ha mai visto, una leggenda negativa vivente. O forse è di nuovo Kevin Spacey, nei panni di Verbal Kint, lo storpio bugiardo che intesse una rete diabolica in cui s’inventa nomi e storie prese a caso dalla bacheca alle spalle del detective. Quando esce e mette di zoppicare, per diventare il vero Söze, ormai è troppo tardi. Un film da rivedere una volta l’anno minimo.

 

6) Era tutto un sogno: Mulholland Drive (2001)

Dopo due ore di film, un noir thriller un po’ surreale su di un’aspirante attrice e una ragazza che si è persa a Los Angeles, scopriamo che era tutto un sogno, un montaggio onirico di persone vere, messe in altri contesti. Che le due non sono amiche, ma amanti e in seguito al tradimento di una, l’altra l’ha fatta uccidere per poi pentirsene. È David Lynch, non ha mai amato le cose semplici, ma già alla seconda visione del film la storia appare più chiara.

 

5) Tutto nella sua testa: Fight Club (1999)

In questo film il protagonista è talmente apatico e inetto che non ha nemmeno un nome. Poi trova un amico che è il contrario di lui: bello, risoluto, pazzo e affascinante. Con lui fonderà un club in cui ci si prende a botte per sfogare l’aggressività. Ma Tyler Durden, l’amico, in realtà non esiste. È il suo alter ego che lo spinge a fare cose folli, volte a distruggere la società moderna. Where is my mind?

 

4) Vedo la gente morta: Il sesto senso (1999)

Uno dei più clamorosi plot twist di sempre: Bruce Willis è uno psicologo infantile che ha a che fare con Cole, un bambino che vede i fantasmi. Alla fine viene fuori che proprio Bruce è un fantasma e si rimane a bocca aperta al cinema, però difficilmente lo si va a rivedere perché ormai, sapendo il colpo di scena, ha poco senso. In ogni caso, Bruce sembra un fantasma anche nella pubblicità della Vodafone.

 

3) Il film è al contrario: Memento (2000)

Memento è un flash. Inizia con la fine e va tutto all’indietro. Il protagonista aha perso la memoria e si tatua tutte le cose importanti della vita per ricordare. Ma il ricordo sarà molto doloroso, perché l’assassino della moglie, che sta cercando con tutti i mezzi, è proprio lui. Interessante è vedere i montaggi alternativi, fatti dai fan su internet, in cui il film si svolge dall’inizio alla fine della storia, perfettamente. Merito dell’attenta regia di Christopher Nolan.

 

2) L’identità segreta: Oldboy (2003)

Il secondo film della trilogia della vendetta di Park Chan-wook è un capolavoro di ultraviolenza e di atmosfera.  Un uomo viene rapito e tenuto dentro una stanza con la televisione accesa per 15 anni, accusato ingiustamente dell’omicidio della moglie. Poi si libera e cerca rivincita, ma non sa di essere sempre stato sotto ipnosi. La cosa più aberrante però è che la ragazza della quale si innamora (consumando il rapporto) in realtà è sua figlia.

 

1) L’Apocalisse è una cosa personale: Donnie Darko (2001)

Tutta l’inquietudine dell’adolescenza, un coniglio dell’orrore e il viaggio nel tempo, tutti racchiusi in un film che è diventato uno dei cult per eccellenza della generazione X. Inizia con il motore di un aereo che si stacca e piomba nella camera di Donnie Darko. Solo alla fine si capisce che il ragazzo è morto nell’incidente, e tutta la storia che abbiamo visto non è mai esistita. O forse sì? Finale apertissimo.

 

BONUS: Luke, io sono tuo padre: Star Wars, l’Impero colpisce ancora (1980)

Ormai lo sapete tutti.

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