I 15 film italiani più belli degli ultimi 15 anni

Dalla politica al cinema di genere, passando per commedie perfette

Cinema
di Simone Stefanini facebook 27 aprile 2016 14:12
I 15 film italiani più belli degli ultimi 15 anni

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La storia d’Italia si analizza anche attraverso l’arte che viene prodotta, in questo caso i film. Negli ultimi 15 anni sono state realizzate alcune pellicole meravigliose, che hanno saputo descrivere al meglio il nostro paese, con i suoi vizi, i suoi segreti e le sue virtù. Certo, fa impressione vedere che a più riprese viene fuori la politica, forse proprio per tutte le magagne che si porta dietro che sono perfette per una sceneggiatura, meno per chi le vive nella vita vera.

Fortunatamente negli ultimi 3 o 4 anni, anche il cinema italiano è tornato a voler spettacolarizzare le proprie storie, prendendo il meglio dalla propria tradizione e mischiandola coi blockbuster americani, coi grandi fotografi europei e con le meraviglie del cinema asiatico, in un calderone che vince al botteghino e nelle pagelle dei critici. Il nostro augurio al cinema italiano è proprio questo: che torni a raccontare storie, che intrattenga, che riporti il pubblico a vedere bei film, eccitanti e divertenti.

 

1) The Dreamers (Bernardo Bertolucci, 2003)

Quando è uscito, tutti i ragazzi del liceo volevano essere come Michael Pitt e Louis Garrel, e tutte le ragazze come Eva Green e ribellarsi e correre e avere relazioni a tre, sognando la contestazione degli anni 60, la libertà sessuale e i film della nouvelle vague. L’ultimo grande capolavoro di Bertolucci.

 

2) Io non ho paura (Gabriele Salvatores, 2003)

Tratto da un romanzo bellissimo e struggente di Niccolò Ammaniti, il film vinse due David e rappresentò l’Italia agli Oscar. Michele è un ragazzino che scopre che i grandi hanno rapito un bambino come lui e decide di salvarlo. Momenti di poesia e di altissima tensione.

 

3) Buongiorno, notte (Marco Bellocchio, 2003)

La storia moderna dell’Italia della Prima Repubblica, focalizzata sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro. Mischia narrazione e reperti storici dell’epoca e mostra il dilemma interiore della brigatista Chiara, che in un passaggio onirico vorrebbe liberare il Segretario della DC.

 

4) La meglio gioventù (Marco Tullio Giordana, 2003)

Ben trentasette anni di storia italiana condensati in un film in due parti, che Marco Tullio Giordana ci fa attraversare per mezzo della storia di una famiglia della piccola borghesia romana, dalle rivoluzioni idealistiche del 68 agli anni di piombo, e ancora la ripresa economica e poi di nuovo la crisi.

 

5) Le conseguenze dell’amore (Paolo Sorrentino, 2004)

Il film che ha consacrato la coppia delle meraviglie Paolo Sorrentino e Toni Servillo. Ottima musica, montaggio serrato e ritmo lento, per la storia di Titta Di Girolamo, uno strano personaggio che ricicla i soldi della mafia e che, a causa delle conseguenze dell’amore, si ribella al suo destino.

 

6) Dopo mezzanotte (Davide Ferrario, 2004)

Un piccolo gioiello girato all’interno del Museo nazionale del Cinema di Torino (la Mole). Il film narra le vicende intricate di Martino, il custode del museo, Amanda, che lavora in un fast food e del suo fidanzato, chiamato l’angelo, che di mestiere ruba le macchine e dell’amore che scombina tutti i piani.

 

7) Romanzo Criminale (Michele Placido, 2005)

Trato dall’omonimo romanzo di Giancarlo di Cataldo, il film narra la storia della banda della Magliana e dei suoi legami con camorra, mafia, P2, servizi segreti e Vaticano. Nel film recitano tutti i migliori attori italiani e ha dato il la alla serie tv di successo, che approfondisce la vicenda.

 

8) Il caimano (Nanni Moretti, 2006)

Il ventennio Berlusconi visto da Nanni Moretti, mai così cinico, chirurgico ed essenziale, in un’allegoria che fa venire i brividi. Ma più che parlare dell’ex Cavaliere, il film parla del berlusconismo e l’immagine finale con l’incendio del tribunale è una delle più iconiche del nostro cinema recente.

 

9) Il divo (Paolo Sorrentino, 2008)

In questo film praticamente perfetto di Paolo Sorrentino si indaga sulla vita pubblica e privata di Giulio Andreotti, l’eminenza grigia dietro tutti i misteri della Prima Repubblica. Musica come sempre spettacolare e Toni Servillo nella sua miglior interpretazione, creano un affresco molto inquietante.

 

10) Gomorra (Matteo Garrone, 2008)

Tratto dal best seller di Roberto Saviano, il film di Garrone ha avuto in successo enorme, nonostante l’argomento trattato sia molto crudo: si parla infatti della camorra e delle storie dei clan, tra musica neomelodica e dialetto napoletano. Anche la serie tv nata dal successo del film è molto seguita.

 

11) La prima cosa bella (Paolo Virzì, 2010)

Lacrimoni per uno dei film più emotivi di Virzì, girato nella sua Livorno, che racconta la storia di Anna Michelacci, oggi ammalata di cancro, e della sua gioventù in cui è stata la più bella di tutte e ha cresciuto due figli in una famiglia disfunzionale ma piena d’amore. Al suo capezzale, tutti i nodi saranno sciolti.

 

12) Smetto quando voglio (Sydney Sibilia, 2014)

Il Breaking Bad italiano, travestito da commedia alla Guy Ritchie. Siamo in tempo di recessione e un gruppo di brillanti ricercatori universitari, che ormai fa tutt’altro per sopravvivere, si riunirà per produrre smart drugs, le droghe legali. Finalmente, sulla crisi, si può anche ridere con intelligenza.

 

13) Non essere cattivo (Claudio Caligari, 2015)

L’opera postuma di Caligari, che conclude la trilogia iniziata con Amore Tossico e proseguita con L’odore della notte. Cesare e Vittorio sono due amici, figli della borgata romana, della droga e della discoteca. Quando uno di loro desidera una vita diversa, l’altro inizierà a cadere sempre più in basso.

 

14) Suburra (Stefano Sollima, 2015)

La politica, lo Stato, il Vaticano, lo spaccio, l’omicidio, la prostituzione. In questo film c’è tutto e anche di più, reso in modo spettacolare, con scene degne dei film hollywoodiani. Le musiche sono di M83 e sono perfette sulle sequenze metropolitane degli sfortunati protagonisti. Alla fine, l’Apocalisse.

 

15) Lo chiamavano Jeeg Robot (Gabriele Mainetti, 2016)

Quando fai un film ambientato a Roma coi supereroi e vinci 4 David di Donatello, vuol dire che hai fatto proprio centro. La storia è quella di Enzo Ceccotti, che prende i superpoteri dopo un bagno nel Tevere inquinato, che s’innamora di Alessia e dovrà combattere contro lo Zingaro. da vedere e rivedere.

 

BONUS: Boris, il film (Ciarrapico – Torre – Vendruscolo, 2011)

Dopo tre stagioni della fortunata serie tv sul making of delle fiction all’italiana, Boris approda al cinema, raccontando i protagonisti alle prese con un film. Tremendo flop al botteghino, contiene comunque alcune battute memorabili e un sacco di risate amare.

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