10 motivi per riguardare Scuola di Polizia

Giù il cappello per il Comandante Lassard: e in suo onore, maratona di Scuola di Polizia

Cinema
di Simone Stefanini facebook 18 febbraio 2016 13:48
10 motivi per riguardare Scuola di Polizia

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George Gaynes è morto il 15 febbraio 2016 alla veneranda età di 98 anni. Nonostante abbia recitato accanto a Dustin Hoffman in Tootsie, è universalmente riconosciuto per il ruolo dello svampito Comandante Lassard nella saga di Scuola di Polizia.

 

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Non ve la ricordate? Impossibile. Chiunque sia cresciuto negli anni ’80 si è sbellicato dalle risate con l’addestramento dei cadetti sfigati di un’accademia di polizia americana. Se pensate che il soggetto sia di pura fantasia, dovete ricredervi: nel 1984 a Miami c’è stato un aumento ingente di criminalità e la polizia locale è stata costretta ad assumere un enorme quantitativo di persone, alcune delle quali non rispondevano esattamente ai requisiti richiesti.

 

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Le battute e le scene divertenti sono talmente mitiche che mi ricordo ancora il cinema strapieno per il terzo episodio, con la gente a sedere sugli scalini che si spanciava dalle risate. Certo, ne è passato di tempo, la commedia è cambiata, così come il concetto di politicamente corretto. Eppure vi sfido a non ridere durante una delle mille repliche di un episodio della saga. Per lo meno i primi tre (dei 7 totali), da antologia.

 

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Per rinfrescarvi la memoria, vi darò io 10 motivi ai quali non potete dire di no. E giù il cappello per il Comandante Lassard.

 

1) Mahoney, maschio alfa

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È il figo della saga, almeno per i primi 4 episodi. Poi lascia, facendo naufragare i film successivi. È il cadetto prima e l’agente poi che nessun tenente vorrebbe sotto di sé, infatti viene sospeso in media una volta a film. Odia le regole, non gli piace lavorare, preferisce fare scherzi del menga e limonare le tipe (epica quella con la collega Karen Thompson nel primo film). Praticamente il personaggio maschile a cui tutti i ragazzini degli anni ’80 volevano somigliare.

 

2) Le mille voci di Michael Winslow

L’amicone di Mahoney è il cadetto Larvell Jones, interpretato da Michael Winslow. Ha partecipato a tutti e 7 i film della saga facendo quello che gli riesce meglio: imitare i suoni di qualunque cosa con la voce. È infatti uno dei più grandi rumoristi americani e la versione di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin qui sopra dovrebbe chiarirvi la situazione.

 

3) Quello psicopatico di Tackleberry

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Esperto tiratore, totalmente pazzo, viene da una famiglia con l’ossessione per le armi, ne colleziona di tutti i tipi, si fidanza con una che ha la sua stessa passione. Nel mezzo, un milione di gag in cui lui fa gli occhi da psycho e spara, spara, spara. Un idolo del centrodestra.

 

4) Hightower e la ricetta contro il razzismo

Per par condicio, dopo l’idolo dei reazionari, ecco quello dei progressisti. Hightower, interpretato da Bubba Smith, leggenda del football americano, in questa scena rovescia l’auto di un fascistello con lui dentro. La giusta punizione per aver pronunciato la parola nero con la g nel mezzo.

 

4) Il cattivo più sfigato di tutti i tempi

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Dio, quanto subisce il tenente (poi capitano) Harris. Mahoney è il suo incubo peggiore ma anche gli altri non scherzano. Una nota di merito per il grande doppiatore Oreste Rizzini, che in italiano gli conferisce una voce fastidiosissima, del tutto riconoscibile. Incarna il potere costituito ed è bellissimo poterlo prendere in giro. Per noi che andavamo a scuola, la sua era la faccia di tutti i professori.

 

 

5) Il tema della saga

Un ascolto e siamo di nuovo nel 1984.

 

6) Le tette giganti di Debbie Callahan

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Una scena piuttosto autoesplicativa. Il sergente Debbie Callahan ha le tette enormi e durante tutta la saga resterà al suo posto, pronta a mostrarle due o tre volte a film. Siamo negli anni ’80, questo si chiama intrattenimento e a noi, ai tempi delle medie, andava benissimo così.

 

7) La scena del Blue Oyster

Quando i due aspiranti poliziotti fascistelli e leccaculo del tenente Harris vengono spediti per gag al locale gay Blue Oyster, a ballare/essere seviziati da tipi nerboruti in completi di belle e borchie, c’è una ola d’approvazione. La musica è diventata un inno.

 

8) Zed è tutto

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Matto, strano, è un punk e quando parla non si capisce niente. Ama spaventare le vecchiette e i deboli ma nasconde un cuore d’oro. È Zed, il più strampalato dei cadetti e il mio personaggio preferito, del quale amo imitare la voce dopo qualche bicchiere di amarone. Vale la pena di rivedere la saga solo per la sua performance.

 

10) Il cartone animato

Bene, dopo aver guardato la saga di 7 film, potreste anche tuffarvi nel mare dei ricordi del cartone animato. Personalmente l’avevo rimosso fino a oggi, ma quando ho ascoltato la sigla (Cristina D’Avena, chi altro?) mi ha ricatapultato indietro nel tempo. Ora vi lascio che devo studiare geografia, domani interroga.

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