Prima del lusso, i ricchissimi dovrebbero imparare a pagare le tasse

Prima di analizzare il pensiero di Briatore in merito al turismo extra lusso, converrebbe concentrarsi sui ricchi evasori totali che fanno alzare le tasse a tutti

Economia
di Simone Stefanini facebook 21 settembre 2016 13:15
Prima del lusso, i ricchissimi dovrebbero imparare a pagare le tasse

flavio-briatore danielecruciani.it - Flavio Briatore

 

Flavio Briatore, ex manager di Formula 1, ha rilasciato una dichiarazione che ha fatto molto discutere, a proposito del turismo in Salento. Secondo lui, i turisti ricchi che vengono dall’Italia ma anche dalla Russia, dall’Ucraina o dall’Arabia, hanno diritto agli hotel extralusso, a porti per i loro yacht e a tanto divertimento.

I ricchi, secondo il suo pensiero, sono assolutamente disinteressati ai musei, ai parchi e alla natura che offre il Salento. Trovano queste risorse noiose, vogliono tutto e subito. Sarebbe molto semplicistico liquidare queste affermazioni ribattendo che in realtà sono i cafoni quelli poco interessati alla natura e ai musei, non i ricchi. In realtà, la problematica del massimizzare gli introiti che provengono dal turismo dei super ricchi è già stata rispedita al mittente da alcuni consiglieri regionali, perché escluderebbe il 99% della popolazione ed è dunque culturalmente inaccettabile.

Noi vorremmo soffermarci su un problema differente, che riguarda di sicuro più persone, cioè quello dell’evasione fiscale in Italia. Nel 1981 ammontava a circa 28.000 miliardi di Lire, cioè il 7/8% del Prodotto Interno Lordo. Trent’anni dopo, nel 2011 è salita vertiginosamente, arrivando a coprire all’incirca il 17% del PIL [fonte] Alcuni studi in realtà vedono la situazione ben più drammatica, con l’Italia a detenere il triste primato di paese con la più alta evasione fiscale in Europa, pari al 21% del PIL cioè 340 miliardi di € l’anno. [fonte].

Se tutti pagassero le tasse, il debito pubblico italiano potrebbe essere risanato nel giro di 18-20 anni.

indice-benessere-italia-900-big finanzaonline - La mappa dell’evasione fiscale in Italia

 

Non sono un economista e chiedo perdono nel caso avessi condiviso dati parzialmente inaffidabili, di certo però in Italia (e nel resto del mondo) esiste un enorme divario tra i contribuenti, nella maggior parte lavoratori dipendenti o professionisti a partita IVA forfaittaria e i possedenti. Quante case avete voi? Una? Un paio? Nessuna? Va bene, siete nella norma. Nel 2014 è stato scoperto che una ricca signora, proprietaria di 1.243 immobili non li aveva dichiarati affatto [fonte].

Sapete cosa succede quando i super ricchi non pagano le tasse? Semplice, che aumentano per tutti, perché alla fine il bilancio dello Stato deve tornare. Sapete dunque chi sono i più fedeli pagatori di tasse? Ancora più semplice: la classe media e quella che sfiora la povertà, che se le trova direttamente scalate in busta paga (quando ha la fortuna di averne una) o che se sbaglia un 730 si vede arrivare Equitalia a casa, puntuale sapete come cosa? Esattamente, come le tasse.

Ora, non pensiate che solo i ricchissimi rubino al fisco, anche i piccoli commercianti e i professionisti non emettono fattura né fanno contratti ai propri dipendenti sono una vera piaga per l’economia.

 

20150409-rapporto-gdf ilsole24ore

Ci risulta che nei paesi produttori di super ricchi, come Russia, Ucraina o Emirati Arabi, il divario tra ricchi e poveri sia decisamente alto. Ecco perché i ricchissimi che pensano esclusivamente al proprio tornaconto personale, stuprando l’economia di un intero paese, non sono interessati alla natura e ai musei. Però è un problema loro, non nostro.

Che vengano poi a reclamare oasi protette dalla plebe, aree superlusso per potersi godere i soldi senza dover vivere da poveri, è un pensiero eticamente offensivo, che chi fa parte di una fortunata élite, per decenza non dovrebbe neanche pronunciare in pubblico. Se tutti pagassero le tasse, non ci sarebbe bisogno di leccare i piedi ai ricchissimi.

 

 

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