Skin Tales: il nudo, le donne e il femminismo secondo Lady Tarin

Un occhio femminile che racconta l’erotismo per immagini come nessun altro

Fotografia
di Alessandra Tecla Gerevini 10 maggio 2016 17:29
Skin Tales: il nudo, le donne e il femminismo secondo Lady Tarin

lady tarin  Lisa © Lady Tarin

 

Si è conclusa da poco alla galleria Beat Tricks di Milano Skin Tales, la prima personale della fotografa e artista romagnola Lady Tarin.

È stata un’occasione imperdibile per ammirare della splendida fotografia e contemporaneamente, perdersi in pensieri di amori estivi e fugaci con le sensualissime donne ritratte dalla Tarin. Noi ne abbiamo parlato direttamente con lei, per poi allargarci a discutere di fotografia erotica e della figura della donna.

 

 

Ciao Tarin, come hai lavorato al percorso della mostra e agli scatti esposti? 
La mostra è nata perché Beatrice, la gallerista, mi ha contattato, poi, in un secondo momento, è arrivata Rossella Farinosi, la curatrice. Insieme abbiamo selezionato i lavori. Non è stato facile perché lo spazio non è grande mentre il mio materiale è tantissimo, frutto di otto anni di lavoro. In realtà ho trovato la galleria perfetta proprio per la sua dimensione intima, da appartamento, in un cortile interno della vecchia Milano, è una cosa che mi piace molto. Con Rossella ci conosciamo da qualche anno, ci siamo incontrate nel 2010 e c’è stato subito un certo feeling sia umano che lavorativo. Quando abbiamo deciso di sviluppare questa mostra insieme lei ha voluto riscoprire il mio mondo nel dettaglio e studiare bene il mio percorso con le ragazze che ho fotografato. Per creare un quadro – anche da un punto di vista umano – che andasse dall’origine quando ancora non facevo i nudi arrivando fino ad oggi. Abbiamo seguito un percorso fra le opere, dal 2009 al 2013, e, proprio per questo, abbiamo incluso le polaroid, foto a colori e in bianco e nero, e un progetto speciale, una quadreria molto intima dal sapore vintage.

 

Lady Tarin Lady Tarin - Céline © Lady Tarin

 

Cosa ti colpisce in una ragazza, cos’è quel qualcosa che ti fa pensare “lei è perfetta per me”?
Nelle ragazze che fotografo cerco un potenziale su cui poter lavorare per tradurre in immagine la mia idea di erotismo. È molto importante il tipo di relazione che si instaura. Non c’entra con l’aspetto fisico, le donne che scelgo sono tutte esteticamente molto diverse fra loro, ma sono unite da un carattere poco convenzionale. Oggi, è importante che le ragazze che ritraggo condividano la mia stessa idea e che siano consapevoli del percorso che si è intrapreso, anche a distanza di anni. Per questo preferisco donne che abbiano più di 30 anni e che abbiano alle spalle un certo tipo di vissuto.

 

lady tarin Lady Tarin - Elena © Lady Tarin

 

Come arrivi a questo punto di naturalezza e complicità con le tue modelle? È sempre un percorso naturale oppure ti capita di trovare qualche barriera?
Ho sempre notato la sensualità nelle donne nella vita di tutti i giorni e come questo aspetto non venisse raffigurato nelle immagini di nudo in generale. Quelle immagini in cui lo stereotipo sostituisce la donna stessa. Il punto di naturalezza e la complicità con la donna ritratta, avvengono grazie a una comprensione del soggetto ritratto e a una forte identificazione. È percependo questo, emozionalmente, che posso capire chi ho di fronte. La nostra storia è simile. Inoltre, a livello estetico, ho tolto gli elementi ridondanti presenti nelle foto di nudo in generale, lingerie da gattona, make up pesante, e tutta l’attitudine che ne consegue. Mentre le barriere, quando ci sono, le avverto prima di arrivare allo shooting.

 

lady tarin Lady Tarin - Lisa © Lady Tarin

 

Aiutami a fare qualche nome di fotografo che riesce a rappresentare le donne in modo sincero e sensuale. Ho letto che hai sempre ammirato il lavoro di Newton
A mio avviso i fotografi che hanno saputo rappresentare le donne in modo sensuale e sincero sono quelli che hanno saputo amarle veramente. Helmut Newton con la complicità della moglie June ha creato un immaginario inconfondibile. Le foto che preferisco sono quelle scattate a Charlotte Rampling. Amo molto anche le sue polaroid. Man Ray, in modo opposto, ha rappresentato l’erotismo nell’intimità di casa sua, senza lasciarsi trascinare da troppi preconcetti.

 

lady tarin Lady Tarin - © Lady Tarin

 

Avrai osservato con interesse il panorama della fotografia di nudo in questi anni: credi che il tuo lavoro abbia aperto la mente e la strada ad altre fotografe che si dedicheranno alla fotografia erotica?
Veramente no. Non ho osservato con interesse il panorama della fotografia di nudo. Come ho accennato, non amo il genere. Penso sia stata l’esperienza personale ad ispirarmi. Un lavoro, per essere originale, deve essere il più possibile personale e i riferimenti sono sicuramente importanti; io, personalmente, non mi sono rivolta alla fotografia, ho preferito il cinema, quello di Buñuel e Ophüls, per esempio. Credo di aver aperto la strada più ad altri fotografi che ad altre fotografe, a giudicare da chi mi sta seguendo… e non credo che essere una donna sia sufficiente per ritrarre l’erotismo di un’altra donna. La competizione fra donne è un problema statico che si ripresenta continuamente e impedisce alle donne di andare avanti, di evolversi.

 

lady tarin Lady Tarin - Emmanuelle © Lady Tarin

 

C’è un paese, uno stato, che reputi abbastanza avanzato per quanto riguarda la presenza della donna nella società? Cosa ti auguri che gli uomini italiani capiscano perché si arrivi a un rispetto maggiore sia dell’immagine, del corpo, della psiche femminile?
I paesi anglosassoni tendono a essere più meritocratici, le donne hanno lottato per ottenere un simile risultato. In Italia le donne detengono ancora il subdolo potere nell’interno della famiglia e gli uomini si sentono dunque autorizzati a ricoprire cariche non necessariamente meritate. Penso che le donne dovrebbero uscire e confrontarsi con un mondo non solo domestico ed imparare l’alleanza fra donne, ma anche quella con gli uomini.  Innanzitutto andrebbe cambiata l’educazione: le donne non vanno cresciute come se fossero piante. Ci si scandalizza se la donna punta tutto sul suo aspetto, dimenticando che è proprio il sistema che educa la donna a essere solo quello. Non si parla mai di realizzazione personale ma solo di ciclo biologico. Come ti dicevo se un cambiamento è possibile, è in mano alla donna.

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