I 10 fumetti più belli del 2015

Grandi classici e nuovi nomi dal mondo dell’illustrazione

Fumetti
di Manfredi Lamartina 23 dicembre 2015 12:41
I 10 fumetti più belli del 2015

kotelaviv Comixtrip - Una vignetta di KO a Tel Aviv di Asaf Hanuka

 

Si ride poco, si piange tanto: i migliori fumetti del 2015 puntano al dramma, con qualche giravolta sperimentale slegata da sceneggiature lineari. Non è naturalmente una lista definitiva, tanti titoli sono rimasti fuori: è comunque un elenco di fumetti bellissimi che se li avete già letti vi avranno messo ko. Se invece non li conoscete, di sicuro vi emozioneranno. Scommettiamo?

 

1. Lo Scultore – Scott McCloud

scultore The Guardian

Le porte che contano non si aprono più (anzi, si aprono per gli altri ma non per te), nessuno è interessato alle tue opere e la cameriera del bar sotto casa ti scambia per un altro artista (uno di quelli che vedono le porte spalancarsi, appunto). Cambieresti questa vita di merda, se fosse possibile? David Smith lo farebbe. E in effetti lo fa: accetta il dono di poter modellare la materia a mani nude. Il patto però prevede che passati duecento giorni David morirà. Scott McCloud racconta l’anima dell’uomo: la paura, l’amore, la morte, la creatività. Il tempo si fraziona, i ricordi si accavallano e ciò che resta non è sempre ciò che credi di aver lasciato.

 

2. Ken Parker: Fin dove arriva il mattino – Giancarlo Berardi, Ivo Milazzo

ken-parker Timtirelli

Ken, amico mio. Né il carcere, né le ingiustizie, né la cattiveria sono riusciti a scalfirti. Finora. Ma il tempo passa, gli anni piegano la schiena e le cicatrici imbruttiscono l’anima, in quest’America pronta a lasciarsi alle spalle il far west ottocentesco per abbracciare il capitalismo del ventesimo secolo. Ken, amico mio, hai un figlio disperso chissà dove, migliaia di lettori in ansia per la tua sorte e due autori, Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo, che non possono che garantirti quello che ti hanno sempre dato: storie tragiche e finali cupi. Qui chiudono i conti in maniera crudele, violenta, ingiusta. Prima che tu vada via, aspetteremo insieme l’epilogo e ricorderemo i vecchi tempi, cercando di vedere fin dove arriva il mattino. So long, Ken, amico, fratello.

 

3. KO a Tel Aviv – Asaf Hanuka

“È così patetico che è toccante», gli dice lo stronzetto con gli occhiali a specchio. Sottolinea “patetico” soffiandogli fumo sul naso. “La realtà è la cosa di maggior successo, al momento, soprattutto quando parla di perdenti”, prosegue lo stronzetto. E ride pure. “Rassicura i lettori sul loro destino. Ma ti manca ancora qualcosa… qualcosa di profondo, di interiore. Qualcosa di pregnante”. Lo sguardo sconvolto e ironico di Asaf Hanuka in “KO a Tel Aviv” racconta proprio questo: la quotidiana resistenza di un uomo alle prese con le nevrosi e le contraddizioni della società moderna.

 

4. Lukas Reborn: Il traditore – Michele Medda, Michele Benevento, Fabio Detullio

lukas-reborne C4Comic

Lukas non ricorda il suo passato ed è meglio così. Tanto è il presente a mostrargli il conto delle sue azioni. E la rinascita altro non sembra che una caduta all’inferno. Perché il mondo di Lukas è violento, sanguinario e spietato. Restare umani non è un’opzione, specialmente per chi umano non lo è più (e peraltro non lo è mai stato davvero). La serie di Michele Medda e Michele Benevento è la più bella e sottovalutata tra le proposte Bonelli, un horror urbano che dopo un inizio un po’ sottotono è cresciuto per intensità e colpi di scena. La seconda e ultima stagione va verso l’epilogo e sentiremo tanto la mancanza di Lukas, dei suoi fantasmi, dei suoi alleati e anche dei suoi avversari.

 

5. Dylan Dog: Il pianeta dei morti, la casa delle memorie – Alessandro Bilotta, Giampiero Casertano, Massimo Carnevale

dylan-dog Amazon

Gli zombi sono tra noi, inutile far finta di nulla. Perché allora non cercare di sfruttarli, magari mettendo loro una museruola e impiegandoli in attività che nessun uomo farebbe? Il futuro distopico e allucinato creato da Alessandro Bilotta (per i disegni magnifici di Giampiero Casertano) è un incubo a occhi aperti persino per l’indagatore dell’incubo medesimo, Dylan Dog. Che qui è stanco, invecchiato, nichilista. Porta sulle spalle il peso del mondo e l’unica cosa che vorrebbe fare è dimenticare le sue colpe. A chi dice “Ma c’è già The Walking Dead”, rispondete pure per le rime con questa storia.

 

6. Qui – Richard McGuire

qui-maguire Fumettologica

Qui nel 1957 una signora passeggia attorno al salotto di casa. “Mmh… cos’è che ero venuta a fare?”, si chiede. Sempre qui nel 1999 un gatto nero passeggia incurante degli esseri umani e delle loro inutili farneticazioni. Sempre qui nel 1623 non c’è nulla, solo un bosco con alberi spogli e pozzanghere ovunque. Sempre qui nel 1989 c’è un anziano che chiede a un’amica di raccontare la barzelletta del medico. “Qui” di Richard McGuire va in testacoda fra le epoche e racconta mille pezzettini di mille vicende che si svolgono proprio qui. Magari dove stai leggendo adesso tu.

 

7. Devil: Crudele e insolito – Ed Brubaker, Greg Rucka, Michael Lark

devil-brubaker Manicomix

Suo padre lo diceva sempre: “Nessuna buona azione resta impunita”. E a ogni movimento del corpo i lividi di Matt Murdock ripetono in coro questo mantra. Ma è la paura di perdere le persone che ama a devastare gli ultimi residui di normalità nella vita dell’eroe cieco della Marvel. Hell’s Kitchen è un terreno di scontro nel quale il diavolo rosso lascia sangue e lacrime. Lo sappiamo: il ciclo di Ed Brubaker in realtà è uscito anni fa. Ma la ristampa è proseguita quest’anno e si chiuderà a gennaio. E visto che Netflix ha ridato dignità al personaggio con una serie tv che è una sorta di “The Wire” con i superpoteri, ecco che allora l’occasione è ghiotta per prendere confidenza con la versione fumettistica di Daredevil (in Italia solo Devil).

 

8. Saga – Brian K. Vaughan, Fiona Staples

saga Oorlandoo

Essere genitori non è uno scherzo. L’idea stessa che un esserino dipenda in tutto e per tutto da te – ehi, sei tu il vecchio, adesso! – è una roba spaventosa e bellissima. Non si scherza più, quando diventi genitore. Figuriamoci se si tratta di essere padri e madri in un mondo in cui magia e fantascienza sono il pane quotidiano dell’esistente. Per milioni di persone nel mondo esiste una sola saga: “Saga” di Brian K. Vaughan e Fiona Staples.

 

9. Biliardino – Alessio Spataro

biliardino Radio2

“Tre anni fa i bolscevichi erano soli e isolati! Ma han vinto loro contro i cinque eserciti più forti del mondo”, dice il vecchio, la sigaretta in mano e il fumo sparato verso i suoi piedi. “Una cosa è Trotsky che in tre anni diventa di colpo il generale più temuto della terra… Altra cosa siete voi: i campioni d’Inghilterra uscenti che in neanche un’ora riuscite solo a pareggiare zero a zero con quei lattanti del Middlesbourgh!!!”, ringhia il vecchio. “Domande?”. La storia del Novecento attraverso il biliardino: è una premessa credibile? Sì. Quello di Alessio Spataro è un fumetto incredibile? Sì.

 

10. Le variazioni d’Orsay – Manuele Fior

manuele-fior Fuoriposto

I fumetti per farsi prendere sul serio hanno dovuto celare la propria identità e trovare nomi bizzarri, come l’ormai ineludibile termine graphic novel (qualcuno ha mai detto “written novel”?). I fumetti sono fumetti e proprio in quanto tali possono permettersi tutto, anche raccontare l’arte. “Le variazioni d’Orsay” di Manuele Fior – uno che ci prende e ci porta via anche con uno scarabocchio – è un atto d’amore verso l’Arte con la A maiuscola degli Impressionisti (ed è un Fumetto con la F maiuscola).

COSA NE PENSI? (Sii gentile)