Come si diventa grandi nel 2016? Lo racconta il fumetto ‘Freezer’ di Veronica Veci Carratello

Abbiamo intervistato l’autrice del fumetto Freezer, surreale racconto della formazione di un’adolescente di provincia

Fumetti
di Marco Villa facebook 14 luglio 2016 17:07
Come si diventa grandi nel 2016? Lo racconta il fumetto ‘Freezer’ di Veronica Veci Carratello

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Cosa succederebbe se il mondo dei Goonies e di quei film anni ’80 venisse portato di peso ai nostri giorni? Probabilmente diventerebbe qualcosa al confine con i film di Wes Anderson o con quel cult assoluto chiamato Little Miss Sunshine. O almeno così la pensa Veronica “Veci” Carratello, autrice del fumetto Freezer, fuori in questi giorni per Bao Publishing.

Una storia incentrata sulla crescita e il passaggio alla fatidica età adulta di Mina, ragazzina che fatica a integrarsi con le sue coetanee e che ama rifugiarsi nei prati di campagna. Mina abita con la sua famiglia, stramba al punto giusto: il papà attore di pubblicità e lo zio disadattato e quasi sociopatico, bilanciati dalle figure femminili più rassicuranti di mamma e nonna. E proprio la nonna sarà protagonista involontaria della seconda parte del libro.

Leggi le prime 18 pagine del libro nella gallery qui sotto

Per capire meglio il libro e le sue ispirazioni, abbiamo fatto qualche domanda all’autrice Veronica Carratello.

Per presentare il tuo libro a un amico, lo definirei un incrocio tra Little Miss Sunshine e I Tenenbaum di Wes Anderson… ci ho preso? Sono dei titoli che ti hanno influenzato?
Sì, direi che ci hai preso. Little miss Sunshine è uno dei miei film preferiti, mi è stato d’ispirazione nella creazione dei personaggi, volevo creare un nucleo familiare buffo come quello del film, poi la citazione alla spinta del pulmino sgangherato è abbastanza palese. Durante la lavorazione del fumetto ho guardato molti film di Wes Anderson, quindi penso mi abbiano influenzato inconsciamente. I Tenenbaum è il film che preferisco fra quelli di Wes Anderson, di questo regista amo particolarmente i personaggi, la fotografia e i colori, si respira aria vintage anche in Freezer. Il cinema non è la mia sola fonte d’ispirazione, mi influenza anche la musica, la letteratura, la radio, la tv e ovviamente anche i fumetti, ma più di tutto, prendo spunto dalla vita. In Freezer c’è un chiaro riferimento a Catfish, una serie televisiva-reality americana che racconta le verità e le bugie delle relazioni online.

È molto bello il contrasto dentro-fuori: spicca il senso di libertà che la protagonista vive quando è all’aperto, lontana da casa e dalla città. Una via di fuga è necessaria?
Sì, volevo sottolineare questo contrasto, una via di fuga è necessaria? A volte sì, che sia un posto in cui amiamo rifugiarci, o un hobby, ognuno di noi ha bisogno di ritagliarsi un proprio spazio.

 

COVER FREEZER

 

Come è nata l’idea della storia? Quanto è importante il proprio vissuto in una storia di formazione come Freezer?
Per prima cosa ho creato i personaggi, avevo alcune idee ma mi mancava la trama principale, ci ho pensato per mesi, finché un giorno, sentendo una notizia di cronaca alla radio, mi si è accesa la lampadina! Credo sia importante mettere qualcosa del proprio vissuto, per permettere al lettore di identificarsi nei personaggi e per rendere la storia più veritiera, anche se in Freezer ci sono elementi surreali.

Procedendo nella lettura si passa da una normale storia di famiglia (per quanto stramba) a un mezzo thriller, con colpo di scena finale: come definiresti il tuo libro?
Lo definirei una commedia drammatica, una lettura “rinfrescante” in tutti i sensi.

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