MoVeng, l’app napoletana per spostare le auto in doppia fila

Dei ragazzi hanno lanciato un’app per risolvere il problema del parcheggio a Napoli

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di Raffaele Portofino 19 ottobre 2017 13:19
MoVeng, l’app napoletana per spostare le auto in doppia fila

“Napoli, Via Rosaroll: La doppia-doppia fila”. Si intitola così un video caricato su YouTube da un utente che, mentre guida, riprende con il telefono le auto parcheggiate. “A Napoli la seconda fila è un’istituzione ma addirittura qua c’è una doppia fila a destra e una doppia fila a sinistra – commenta procedendo a inquadrare la strada – Vedete, doppia fila a sinistra e a destra doppia fila sulle strisce pedonali, ancora doppia fila a sinistra e a destra doppia fila sulla fermata degli autobus e continua così. il video a questo punto diventa ripetitivo”.

C’è però chi ha pensato a una soluzione per far cadere questa istituzione. L’imprenditore Fabio Capurro, l’ingegnere informatico Luigi Chougard e il grafico Vincenzo Impiccichè hanno lanciato MoVeng, la prima APP in stile Napoletano che ti permetterà di gestire lo stress in doppia fila.

MoVeng, ora arrivo, il tempo di ricevere la notifica sullo smartphone. Sì, perché l’applicazione, che è possibile scaricare gratuitamente, funziona in questo modo: si parcheggia in doppia fila, ci si registra inserendo il proprio numero di targa e di cellulare e si aspetta l’eventuale notifica. L’altro utente registrato che si ritrova con l’auto bloccata, fotografa la targa di quella in doppia fila e automaticamente il trasgressore viene avvisato.

“Non trattiamo dati sensibili e quindi rispettiamo la privacy di chi si registra – ha dichiarato l’imprenditore Fabio Capurro in un’intervista rilasciata al quotidiano Napoli Giornale Grautito – So bene che potrebbero piovere critiche, magari anche giuste, io però dico che in una città dove purtroppo questo è la normalità, la nostra applicazione può essere utile per alleggerire chi ogni giorno è vittima dei trasgressori. Io spero che un giorno quest’applicazione non serva più, anzi me lo auguro”.

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