Ecco gli analizzatori tascabili, per scoprire cosa c’è dentro a quello che mangiamo (e fumiamo)

I pocket-size labs possono aiutarci nelle diete ma anche nel consumo di droghe leggere

Gadget
di Marcello Farno 4 maggio 2016 15:47
Ecco gli analizzatori tascabili, per scoprire cosa c’è dentro a quello che mangiamo (e fumiamo)

analizzatori tascabili Consumer Physics

Tra le ultime tendenze americane, in materia di gadget riservati ai consumatori, ci sono i pocket-size labs, gli analizzatori tascabili: veri e propri laboratori di analisi da tasca che consentono all’istante di realizzare dei test chimici sull’oggetto sul quale vengono puntati. Se ci pensiamo, si tratta di un’invenzione che potrebbe essere sfruttata nei più disparati campi, dall’alimentazione alla medicina, assicurando notevoli benefici.

Uno dei primi analizzatori tascabili sviluppati utilizzando la tecnologia spettroscopica è SCiO. Ideato dalla start-up Consumer Physics, l’obiettivo col quale nasce SCiO è proprio quello di monitorare i diversi alimenti che entrano in gioco in un regime dietetico e controllare i farmaci per assicurarsi che non siano contraffatti. Per la sua realizzazione Consumer Physics ha lanciato una campagna di crowdfunding su Kickstarter che ha raccolto più di 2,5 milioni di $.

Un risultato notevole, che ha spinto l’azienda ha sviluppare nuove app per ampliare gli usi degli analizzatori tascabili. Oltre alle diete e alla medicina si parla anche di un utilizzo su scala industriale e tessile: “Senza immaginare quello che potrebbe succedere da qui a un paio d’anni” – ha rivelato Dror Sharon, CEO di Consumer Physics, alla rivista americana IEEE Spectrum – “Potrebbero sicuramente aprirsi delle nuove strade, esistono dei problemi che oggi si possono risolvere solo attraverso l’uso di questo sensore, e non in un altro modo“.

In questa visione ottimista della faccenda, quello che più stupisce è che l’azienda non faccia assolutamente riferimento ai benefici che si potrebbero ottenere se lo strumento venisse impiegato per contrastare l’utilizzo di droghe la cui provenienza risulta sconosciuta. Alla luce soprattutto degli ultimi casi di cronaca – su tutti quello relativo alla morte di cinque ragazzi nell’edizione argentina del Time Warp Festival – appare scontato che SCiO, controllando le sostanze presenti negli stupefacenti, si rivelerebbe uno strumento di tutela indispensabile per tutti i consumatori.

analizzatori tascabili MyDx

In realtà ci ha già pensato qualcun altro. MyDx, ad esempio, un altro piccolo analizzatore tascabile, lanciato lo scorso agosto sul mercato e i cui primi esperimenti erano rivolti proprio all’analisi dei semi di piante di marijuana. CannaDx, questo il nome della app utilizzata per l’analisi, è capace di elencare gli effetti benefici così come le controindicazioni del bocciolo preso in esame. Lo strumento – che costa 700 $ – è andato letteralmente a ruba in pochissimo tempo. Gli acquirenti sono tutti ovviamente inseriti nel business delle droghe leggere e sono interessati a migliorare le loro procedure di coltivazione in un caso, e di acquisto nell’altro.

Anche MyDx, così come SCiO, ha sviluppato col tempo nuove funzioni, e attualmente può essere utilizzato per controllare la qualità del cibo ma anche quella dell’acqua e dell’aria. Ma i suoi creatori, lungimiranti, sostengono che la scienza delle droghe leggere rappresenta la vera strada su cui insistere.

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