Two Points and A Line: gli eleganti cani minimali di Jonathan Calugi

Veloci scarabocchi si trasformano nelle razze più eleganti. L’intervista a Jonathan Calugi

Illustrazione
di Sandro Giorello facebook 20 dicembre 2016 14:57
Two Points and A Line: gli eleganti cani minimali di Jonathan Calugi

Jonathan Calugi behance.net/ - Jonathan Calugi

 

Due punti e una linea possono essere l’inizio di ogni disegno possibile. Per Jonathan Calugi sono una vera e propria filosofia: rappresentano le scelte personali che ognuno può fare e le relazioni che costruiamo con gli altri. L’illustratore pistoiese è noto per il suo stile minimale e per figure quasi unicamente fatte di linee. Tra i suoi ultimi progetti c’è Two Points and a line, una divertentissima serie di cagnolini disegnati come se fossero dei veloci scarabocchi. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

 

 

Cosa ti affascina dell’utilizzare quasi esclusivamente delle linee per realizzare un’illustrazione?
Non ti saprei dare una risposta sintetica, per me è molto naturale. Alla base del mio lavoro non c’è una una grande ricerca formale. Il disegnare, lo scarabocchiare, si decodificano in questo linguaggio semplice, riproducibile da tutti. Mi piacciono le connessioni e i rapporti personali. Essere connesso, non alla rete ma alle persone e alle passioni, è fondamentale e molto probabilmente i miei disegni lo rappresentano. È una complessa semplicità.

Se ti chiedessi di descrivere il tuo lavoro che parole useresti?
Il mio lavoro, molto brevemente, si basa sulla ricerca dell’errore. Può sembrare uno scherzo ma, in realtà, ho la fortuna di essere molto libero in quello che faccio e credo che dagli errori nascano le cose più belle. Diciamo che mi sento “un ricercatore di sbagli”. Poi, nella vita pratica, il mio lavoro consiste in una serie di disegnini che clienti e brand utilizzano per scrivere piccoli momenti legati a loro.

 

I tuoi disegni comunicano spesso un senso di movimento.
Ho delle idee ma difficilmente riesco a comandarle. Le lascio libere e, a volte, prendono le forme che avevo in mente, altre invece si distanziano dall’idea stessa. Il movimento è una forma talmente bella da rendere statica, mi affascina anche solo per provare a cimentarmi in questo controsenso.

Come è nato il progetto Two Points and a line?
“2 punti e una linea” è una sorta di filosofia su cui baso tutti i miei talk. Durante questi incontri racconto come si possono connettere questi due punti e come ognuna delle connessioni resti la migliore in assoluto, proprio perché è scelta della persona stessa. Il passo successivo è trasformare questo racconto con qualcosa di visivo semplice e divertente. Quando parlo finisco sempre per mostrare un sorriso disegnato con due punti e una linea sostenendo che è il migliore esempio di come connettere questi tre elementi :)

 

 

Qual è la cosa che ti piace di più del tuo lavoro?
La libertà, il fatto che non sembri nemmeno un lavoro. È una sfida ma non con il mondo esterno, perché il mondo esterno si accontenta facilmente e si stanca velocemente, pensare di rincorrerlo per me significherebbe fermarsi. Quindi la sfida è molto più personale, vuol dire cercare di non stancarsi di quello che fai, crescendo, esplorando, giocando e restando fedele al prendersi non troppo sul serio.

Quella che ti piace meno?
Che non ci sono orari, si lavora di continuo, per fortuna.

 

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