Questi hacker hanno riempito un sito web dell’ISIS con banner del Viagra

L’attacco è riuscito, ma agli hacker non è andata sempre così bene

Internet
di Lorenzo Mannella facebook 26 novembre 2015 14:26
Questi hacker hanno riempito un sito web dell’ISIS con banner del Viagra

metro-isis Metro.co.uk - Too Much ISIS

 

Un gruppo di hacker che si fa chiamare GhostSec (da non confondere con il Ghost Security Group) ha messo fuori uso un sito che faceva propaganda per l’ISIS, riempiendolo con banner di Viagra e un titolo “Too much ISIS” su sfondo bianco. La pagina, che sembrava anche reclutare nuovi combattenti per lo Stato Islamico, era disponibile sul deep web, la rete internet parallela che sfugge al controllo delle autorità.

 

Il sito ISIS prima dell'attacco DailyDot - Il sito legato all’ISIS prima dell’attacco degli hacker

 

Il sito ISIS dopo l'attacco DailyDot - Il sito legato all’ISIS dopo l’attacco degli hacker

 

Sul sito hackerato da GhostSec si legge anche: “Troppe persone girano in questa roba dell’ISIS. Per piacere, date un’occhiata a questo amabile banner pubblicitario, così possiamo fare un upgrade della nostra infrastruttura per proporvi i contenuti ISIS di cui avete così disperato bisogno.” Insomma, un invito ironico a far guadagnare soldi a chi sta piazzando la pubblicità sul sito dello Stato Islamico.

Un punto in più per i buoni nella battaglia contro l’ISIS, anche se la guerra contro le roccaforti online del terrorismo non sta andando esattamente bene. Un esempio? La campagna del collettivo hacker Anonymous #OpParis, nata come risposta agli attacchi terroristici a Parigi del 13 novembre, ha colpito obiettivi troppo generici. Sull’onda dell’indignazione, gli hacker avrebbero prestato poca attenzione ai dettagli, anche per il fatto che molti contenuti sospetti devono essere prima tradotti dall’arabo con strumenti approssimativi.

 

L'appello di Anonymous  L’appello di Anonymous per #OpParis

 

Il gruppo di hacker dietro #OpParis ha detto di aver fatto oscurare 20.000 account Twitter legati allo Stato Islamico, senza però curarsi di valutarne l’effettiva appartenenza. In effetti, come ha riportato un hacker esterno all’operazione che non ha molte simpatie per Anonymous, nella lista di account segnalati ci sarebbe un po’ di tutto: utenti palestinesi, altri che trollano l’ISIS – di solito i sistemi di ricerca automatici fanno fatica a comprendere l’ironia – e altri ancora che semplicemente scrivono in arabo.

Pare quindi che #OpParis abbia colpito a caso, segnalando a Twitter account che non c’entravano assolutamente niente. Come hanno fatto notare un po’ di commentatori in giro per il web, nessuno si aspetta che Anonymous sconfigga l’ISIS da sola.

Dopo tutto, non esiste un unico comando centrale che coordina le azioni degli hacktivist – la fusione tra hacker e attivisti – impegnati nella lotta contro l’ISIS. Dopo i fatti di Parigi, Anonymous ha diffuso una guida per principianti ideata con lo scopo di intensificare il numero di attacchi diretti a bersagli online riconducibili allo Stato Islamico.

FONTE | New York

 

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