Mangiare banane in Cina è vietato, almeno su internet

Il frutto, sulle piattaforme di live streaming, diventa una chiara allusione erotica. E al governo non va giù.

Internet
di Marcello Farno 10 maggio 2016 16:12
Mangiare banane in Cina è vietato, almeno su internet

mangiare banane in cina Dazed Digital

Sembra che gli eccentrici gusti virtuali del popolo cinese inizino a essere mal sopportati ai piani alti della nazione. Così tanto che, come riporta CCTV News, il governo ha vietato ufficialmente la trasmissione di video in cui la gente viene ripresa mentre mangia, con evidente allusione erotica, una banana. Insomma: in un certo senso è vietato mangiare banane in Cina. 

Sì, perché in Cina, nella giungla di siti e servizi di live streaming dedicati alla conoscenza e all’esplorazione reciproca del proprio piacere, è sempre più difficile secondo le autorità stabilire dei limiti di accettabilità e decenza.

Il presidente Xi Jinping sta attuando così delle riforme che aiutino a ristabilire la cyber-ecologia nel paese. Definendo ad esempio delle linee guida che tutti i servizi di host, nel futuro prossimo, saranno obbligati a seguire. E di siti e servizi streaming “di genere” in Cina ce ne sono veramente tanti, da Douyu a Panda.tv, da Zhanqui TV a YY e Huya.

 

 

Per capire la mole di utenza coinvolta, vi basti dare un occhio alle statistiche di YY: secondo il Nasdaq il sito ha un bacino di 120 milioni di utenti attivi, e lo scorso anno ha visto un aumento del 60% delle proprie entrate, per un totale di 5,9 miliardi di yuan, che tradotto in cifre a noi più consone significa poco meno di 1 miliardo di euro.

Questi siti sono appunto accusati dal governo di ospitare contenuti troppo volgari, violenti e esplicitamente sessuali. Di conseguenza d’ora in avanti dovranno maggiormente monitorare ed eventualmente filtrare il contenuto dei propri video prima che essi vengano pubblicati.

Sulla base di cosa? Non esiste ancora uno standard fissato in maniera chiara, e questo è probabilmente il punto debole dell’intero provvedimento, che rischia di apparire come una misura di salvaguardia repressiva di una morale pubblica che, visti i numeri raccolti dai siti, sembra anche già “attivamente” coinvolta e partecipe nella faccenda.

Uno dei migliori commenti a margine raccolti sul web è quello che recita: “Dick is dick (sic), banana is banana“. E, pensandoci, non ha poi tutti i torti.

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