Singularity, l’inquietante video testamento di Casaleggio sulla singolarità

Musica angosciante, ma il futuro che ci attende è anche peggio: un bignami di fantascienza piuttosto banale, a misura del pubblico grillino

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di Gabriele Ferraresi facebook 5 ottobre 2016 11:00
Singularity, l’inquietante video testamento di Casaleggio sulla singolarità

 

Nessuno mi restituirà i 9’25” che ho speso a guardare Singularity: il punto di non ritorno dell’evoluzione umana, il testamento spirituale di Gianroberto Casaleggio pubblicato dalla Casaleggio Associati su Youtube il 4 ottobre, nessuno.

Dato che i miei minuti di permanenza su questo pianeta sono limitati, sono un po’ contrariato: ma nonostante questo sono qui per voi, al vostro servizio, care lettrici e cari lettori di Dailybest.

Insomma, I watched Singularity, so you don’t have to. Per prima cosa, chi era Gianroberto Casaleggio? Scomparso il 12 aprile scorso, Casaleggio era il guru del Movimento 5 Stelle, che ha forgiato dal nulla insieme a Beppe Grillo. Si deve a lui e al comico genovese l’ascesa del M5S, si devono a lui molte delle intuizioni che li hanno portati dal non esistere a prendere 8.797.902 voti alle elezioni del 2013, il 25,56 %, circa 1/4 dei votanti.

Non c’è da sottovalutare o ridicolizzare nulla, per carità: Casaleggio è stato a modo suo un imprenditore geniale. Ha coniato in prima persona slogan pentastellati che anche non volendo sappiamo a memoria: per dirne uno “Non siamo un partito, non siamo una casta, siamo cittadini punto e basta”. Notare però come i video prodotti in cui immagina il futuro siano stati spesso – per usare un eufemismo – eccessivamente “visionari” si può eccome.

E la visione può essere illuminazione sì, può esserlo: se sei William Blake, se sei Aldous Huxley. Ma se non sei Blake o Huxley 99 volte su 100 è semplicemente una sciocchezza da dimenticare, e da dimenticare in fretta.

E infatti è così per Gaia e Prometeus, gli antenati in forma video di Singularity: dei primi due si leggeva qualcosa su Il Post alcuni mesi fa. Sono video abbastanza assurdi: costruiti intorno all’estetica del complottismo più deteriore da social media, perfetti per titillare sciachimichisti, bilderberghiani, complottisti di ogni genere, mostrano un futuro fantascientifico d’accatto che può affascinare o inquietare giusto l’animo dei semplici.

Ma con Singularity a mio giudizio si è fatto un passo avanti. Analizziamo le sequenze in cui è suddiviso il video.

 

casaleggio4 video casaleggio singularity

 

Il video si apre con un rullo in cui viene introdotto il concetto di singolarità, o singularity se preferite: il momento in cui l’intelligenza artificiale supererà quella umana, con conseguenze inimmaginabili.

Non è niente di nuovo, sono temi e concetti affascinanti di cui si parla da decenni. Forse qualcuno di voi avrà letto La singolarità è vicina, un volume di Ray Kurzweil del 2005 sulla singolarità: in ogni caso nel rullo troviamo un primo bignami che prepara il framing angosciante e un po’ complottista (le corporation del futuro, Thingbook, il robot vitruviano, eccetera… ma non voglio farvi troppi spoiler) dei minuti seguenti.

 

casaleggio5 video casaleggio singularity

 

Ecco che si comincia. Il pretesto narrativo da cui parte tutto è un volo aereo in cui si suppone direttamente Gianroberto Casaleggio sorvola una città. Osserva la struttura delle strade dal cielo e da lì l’illuminazione: parte un parallelo tra le strade, la rete e il cervello umano.

 

casaleggio2 video casaleggio singularity

 

Terminato il parallelo, comincia il vero e proprio bigino di fantascienza: sono opere anche interessanti da scoprire se non le avete mai lette o viste, ma scoprirle così, come se fossero tessere di un complotto o di una futura cospirazione, a chi quelle opere le ama, fa male.

In alcuni minuti scopriamo quindi quel che c’è da sapere secondo la Casaleggio Associati di alcuni capolavori della fantascienza, da 2001: Odissea nello spazio Ma gli androidi sognano pecore elettriche? di Philip K. Dick, e molto altro, che avrebbero preconizzato il futuro terribile che ci attende dietro l’angolo.

 

casaleggio1 video casaleggio singularity

 

Qui, tra le righe, si cominciano a intravedere gli attori che porteranno la singolarità a compiersi, tra cui la Brain Initiative, sempre con il sottofondo di musichetta angosciante che ormai ci segue da alcuni minuti. Tutto un po’ tagliato con l’accetta, ma è anche comprensibile, la gente!111! non ha tempo per approfondire.

 

casaleggio7 video casaleggio singularity

 

Tutto chiaro direi? Da Johnny 5 di Corto Circuito i robot seguono un percorso evolutivo simile a quello umano e diventano dei manichini da crash test tipo Gli Sbullonati. Tremendamente didascalico: e di nuovo perfetto per il pubblico cui è destinato il video. Del resto io mi metto a ridere, ma già mi vedo l’elettorato pentastellato annuire, meditando sul genio postumo del leader.

 

casaleggio3 video casaleggio singularity

 

Ta dah! Finché grazie alle forze in campo – internet, internet of things, big data – la singolarità si compie. Sarà l’avvento delle macchine, rappresentate da un robot vitruviano, su cui dopo qualche altro secondo arrivano i titoli di coda.

Ma è una finta, perché non è mica finita. Il meglio deve ancora arrivare

 

casaleggio6 video casaleggio singularity

 

Sì, dopo i titoli di coda c’è davvero il meglio del video.

Due entità biancastre – probabilmente aliene – discutono degli umani mentre alle loro spalle scoppiettano flash dei simulacri della civiltà. Gli alieni, loquaci, si stupiscono di come esseri fatti di carne possano comunicare con loro.

In fondo è un ribaltamento della prospettiva banale, da fantascienza anni cinquanta, da un racconto anche molto bello da leggere e da scoprire, se sei alle scuole medie: Sentinella, di Fredric Brown. Sì, ci siamo capiti, è quello che finisce che – sorpresa! – lui è un alieno e non un umano.

In conclusione: 9’25” di banalità, complotti preconizzati, futuro da incubo. Quindi tutto perfetto, a misura di pubblico grillino, e video degnissimo erede di Gaia e Prometeus. Per chiudere mi viene in mente quel che diceva un signore qualche anno fa, a proposito del pubblico italiano: “Uno studio corrente dice che la media del pubblico italiano rappresenta l’evoluzione mentale di un ragazzo che fa la seconda media e che non sta nemmeno seduto nei primi banchi” e forse era persino ottimista.

Mi pare una lezione imparata benissimo dalla comunicazione a cinque stelle. Chi la diceva quella cosa lì? Ah sì: era Silvio Berlusconi.

 

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