Cubetto, il gioco che insegna ai bambini a programmare un robottino intelligente

Nato dall’idea di progettisti italiani è uno dei giocattoli più smart mai inventati

Famiglia
di Sandro Giorello facebook 1 aprile 2016 09:34
Cubetto, il gioco che insegna ai bambini a programmare un robottino intelligente

cubetto-3 primotoys.com/ - Cubetto

 

Primo Toys è un’interessantissima realtà nata a Londra da due bergamaschi, Filippo Yacob e Matteo Loglio, che volevano trovare un nuovo modo per insegnare ai bambini a programmare. Dopo tre anni anni hanno realizzato Cubetto, un robottino che può essere guidato grazie ad una serie di comandi.

L’idea è piaciuta a moltissimi investitori – prima fra tutti Randi Zuckerberg, la sorella di Mark – e a giorni si concluderà una campagna crowdfunding di assoluto successo. Pensate che sia solo un vezzo per papà nerd che vogliono inculcare la loro passione ai figli? Vi sbagliate di grosso.

Viviamo in un’era digitale dove le macchine ed i computer sono una presenza costante – commenta Filippo  – in futuro i nostri figli non sapranno cosa vuol dire avere un mondo senza internet, senza un iPhone o senza un computer. Imparare a programmare ti dà gli strumenti per esprimerti creativamente in questo tipo di mondo”.

Perché nasce Primo Toys?
Principalmente perché, nel 2013, poco dopo aver scoperto che sarei diventato padre, ho iniziato a pensare a cosa avrei voluto insegnare a mio figlio. Sapevo che la programmazione era importante ma non trovavo un’idea abbastanza interessante. A Londra ho incontrato Matteo – ci conosciamo da quando siamo bambini – e anche lui stava lavorando a progetti simili. Abbiamo unito le forze e ci siamo immaginati un nuovo linguaggio di programmazione tangibile.

Cosa intendi per “tangibile”?
Normalmente si programma su uno schermo di un computer. Ci siamo chiesti se fosse possibile ripensare completamente questo tipo di linguaggio in modo che anche un bambino di tre anni lo potesse utilizzare: non è più un qualcosa di astratto e che, per forza, devi leggere su uno schermo, la sintassi della programmazione si trasforma in una serie di pezzi che puoi toccare e con cui puoi giocare montandoli a tuo piacimento.

 

web-animation primotoys.com/ - Cubetto

 

Facciamo un passo indietro, raccontami cos’è Cubetto.
L’idea è abbastanza semplice e prende spunto da Logo, un linguaggio inventato negli anni ’60 al MIT di Boston che permetteva ad un bambino di disegnare delle forme su uno schermo inserendo particolari codici: tramite una sequenza di operazioni, il bimbo otteneva un output creativo. Noi abbiamo preso questo concetto e l’abbiamo unito al metodo Montessori, dove il bambino impara sopratutto attraverso l’uso delle mani. Così è nato Cubetto: un cubo sorridente che, attraverso una serie di comandi, può essere guidato da un punto A ad un punto B. Così il bambino viene messo al centro dell’esperienza formativa.

 

 

E come impara giocando?
Dovendo aiutare il suo amico Cubetto a tornare a casa, il bambino apprende che, inserendo determinati blocchi nei buchi, dirigerà questo robottino durante il suo percorso. Capisce che determinati comandi lo fanno andare avanti, oppure lo fanno girare a destra o sinistra. È una cosa che prima non esisteva: rende le basi della programmazione accessibili ad una fascia d’età molto bassa.

 

cubetto primotoys.com/ - A: Main sequence B= Function C: Go button

 

Le operazioni sono facilmente intuibili, forse è più complicato spiegare cosa vuol dire la linea Function presente sull’interfaccia di Cubetto. Ce la spieghi?
Ti aiuta a creare una sequenza di operazioni che può essere richiamata e ripetuta più volte all’interno del percorso che hai programmato. Il fatto che tu possa creare funzioni, piccole sequenze o scorciatoie, è un’altra delle basi fondamentali della programmazione. È una parte molto importante nell’esperienza di apprendimento che il bambino fa con Cubetto.

Come è composto il kit di Cubetto?
Ci sono i 16 blocchi dei comandi, il cubo robot, l’interfaccia per programmare i suoi movimenti, una mappa sui cui farlo viaggiare ed una serie di storie da seguire. In più tutto il sistema è espandibile: è una piattaforma che cresce con il bambino, non è semplicemente un gioco che, quando ti sei stufato delle cose che puoi farci, lo butti.

 

cubetto-4 primotoys.com/ - Cubetto

 

Per capire meglio, che differenza c’è tra Cubetto e una macchinina telecomandata?
È una differenza importante, quando tu giochi con una macchinina telecomandata, in pratica, la stai guidando: può essere divertente ma devi continuare a dargli indicazioni per ogni movimento che gli vuoi far fare. Per Cubetto, invece, prima devi pensare al tragitto che gli vuoi far fare, programmarlo, e poi dare il via. Hai manipolato il mondo intorno a te e hai fatto fare a un robot quello che altrimenti avresti dovuto fare tu. Ora potrai fargli ripetere la sequenza quante volte vuoi e fare altro mentre la macchina si muove da sola.

 

Cubetto-2 primotoys.com/ - Cubetto

 

Perché è improntante per un bambino imparare a programmare?
Steve Jobs diceva che imparare a programmare un computer è come imparare a pensare. Vuol dire sapere che devi metterti prima i calzini e poi le scarpe. Programmare ci aiuta a pensare in maniera logica: ci insegna a vedere i problemi in una maniera completamente diversa, a scomporli e a vedere soluzioni alternative. È un’attitudine molto utile che ti può aiutare in qualsiasi aspetto della vita. Nel 2020 ci saranno più di cinquanta miliardi di dispositivi connessi alla rete: potremo essere dei semplici consumatori o decidere di creare programmi che sappiano sfruttare al meglio questa tecnologia. In ultimo: sono convinto che l’essere umano si esprima facendosi domande esistenziali e trovando, in qualche modo, le risposte. Lo facciamo attraverso l’arte, la cucina o le creatività in generale. Tutte queste cose che affermano la nostra umanità sono fatte con l’aiuto di macchine e, quindi, imparare ad utilizzare una macchina rivela la nostra umanità.

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