Il bambino non dorme? Fasciatelo!

Famiglia
di Giulio Pons facebook 1 giugno 2012 00:05
Il bambino non dorme? Fasciatelo!

La nanna è il problema numero 1 dopo la nascita di un bimbo e se il bambino non dorme son problemi anche per i genitori, perché se il bimbo non dorme di solito piange e non dormono neanche i genitori. Di solito, poi, papà e mamma che non dormono è più facile che si stressino e litighino, entrando in una spirale di sconforto e incazzatura.

Per evitare tutto ciò un giorno, vedendo le nostre facce, una pediatra ci disse qualcosa tipo “nei primi quaranta giorni vale tutto per sopravvivere“. Ci sembrava che la nascita di un bambino fosse diventata una missione di Rambo. La tortura mediante tecniche di privazione del sonno minava la nostra sanità mentale. Fare la nanna era il nostro obiettivo primario. Volevamo fare la nanna.

Un buon consiglio, innanzitutto, è: fate i turni, non state svegli entrambi per cullare o confortare il bambino che piange, cercate di alternarvi il più possibile per riposare. Se il bimbo non dorme, vale anche ricorrere ad un sacco nanna, fatto con una copertina o un lenzuolino. Contrariamente a quello che sembra, fasciare il bambino aiuta il bambino a dormire richiamando in lui la sensazione del grembo materno e il legame che c’è tra mamma e bambino. La fasciatura richiama l’abbraccio materno e la sicurezza del ventre materno.

Inoltre, alcuni studi medico pediatrici, segnalati per esempio su wikipedia alla voce inglese swaddling (che significa appunto “fasciatura dei neonati”), dimostrano che i bambini fasciati dormono meglio, forse non per molte settimane, ma sono proprio le prime settimane in cui bisogna resistere che la fasciatura è utile!

La fasciatura ha sostanzialmente un effetto calmante in quanto ricorda il ventre materno e il legame che c’è tra mamma e bambino, inoltre impedisce i risvegli causati durante la notte dai movimenti spontanei (detti movimenti di riflesso o più comunemente “scattoni“) e in ultimo, costringe il genitore a far dormire il bambino a pancia in su, che è una pratica scientificamente provata per diminuire la probabilità di morte in culla (SIDS). E’ importante, però, fasciarli il giusto, non troppo stretti, non coprirgli il capo e non usare coperte troppo pesanti per non farlo surriscaldare.

Insomma, noi ci siamo comprati un sacco nanna, fatto più o meno a forma di T, e per un po’ ha funzionato, ma si può utilizzare anche un comune telo e imparare a fasciare un bimbo come facevano i nonni.

Ecco un video su come fasciare il bambino:

Ecco alcune immagini di bimbi fasciati e uno schema di fasciatura tratti dal libro baby gami:

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