Il test di Boel

Il Boel Test è uno dei test di audiometria comportamentale, cioè dello studio dell’udito nel primo anno di vita mediante l’osservazione delle risposte comportamentali a stimoli acustici. In pratica si valuta se degli stimoli sonori sono in grado di provocare una serie di riflessi muscolari e neurovegetativi.

Famiglia
di Makela 3 aprile 2012 08:15

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Il Boel Test è uno dei test della cosiddetta audiometria comportamentale, cioè dello studio dell’udito nel primo anno di vita mediante l’osservazione delle risposte comportamentali a stimoli acustici. In pratica si valuta se degli stimoli sonori sono in grado di provocare una serie di riflessi muscolari e neurovegetativi, come il riflesso di ammiccamento o la rotazione del capo verso la sorgente sonora, la contrazione tonica degli arti, il corrugamento della fornte, il pianto o il risveglio o delle modificazioni del ritmo respiratorio.

“Boel” è un acronimo della frase svedese che sta proprio per “orientamento dello sguardo dopo stimolo sonoro“.

Questo test si effettua mediante due sorgenti visive (un bastoncino di legno rosso lungo 20 cm e due anelli ruotanti concentrici d’argento) e una sorgente sonora (4 campanellini d’argento che producono suoni di frequenza compresa tra 4.000 e 12.500 Hertz e di intensità non superiore a 45 decibel). Tecnologicamente il test si è un po’ evoluto e ormai lo strumento originale viene sostituito con un apparecchio elettronico che emette suoni a diverse frequenze.

Nella versione “originale” l’esaminatore mostra al bambino il bastoncino rosso, muovendolo in su e in giù e a destra e sinistra per attirare la sua attenzione. Quando il bimbo si accorge del bastoncino glielo si porge e si può vedere con che mano lo prende, per valutare se uno dei due emisferi del cervello è già dominante. A questo punto l’esaminatore porta di nascosto dietro ad un orecchio del bambino uno dei campanelli e lo fa suonare. Se il bambino si volta verso la sorgente sonora l’udito è a posto. Poi gli si fa vedere di nuovo il bastoncino e si rifà il test con l’altro orecchio, poi si cambiano i campanelli e si riprova, testando così i riflessi con i toni emessi da campanelli a diverse frequenze.

Se il bambino non mostra alcuna reazione al suono dei campanelli, il test va ripetuto dopo una settimana perché forse un’otite ha compromesso l’esito del test. Se il bimbo non passa il test di nuovo è necessario approfondire per capire la causa della possibile carenza uditiva.

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