Ecco perché non riusciamo mai a finire una dieta

Iniziare una dieta non è difficile per niente. Portarla a termine, invece, è quasi impossibile.

Lista
di Simone Stefanini facebook 21 maggio 2015 11:54
Ecco perché non riusciamo mai a finire una dieta

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Stiamo andando incontro all’estate e lo sai cosa vuol dire, vero? Che a differenza dell’inverno in cui puoi nascondere le tue fattezze sotto strati e strati di vestiti informi, ora devi spogliarti ed essere pure a tuo agio. Allora provi ad indossare i tuoi shorts ma  accade subito l’irreparabile (sotto descritto in 5, orribili fasi):

1) Non ti entrano più i pantaloni

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“Non è possibile, dev’essere stato l’ammorbidente nuovo, li ha ristretti il maledetto, lo butto subito via. Ma per puro esercizio di statistica, andrò a pesarmi. COOOSA? 65? (disponibile nella versione 75, 85, 95, 105 and so on) Ma com’è possibile che anche la bilancia sia rotta?”  Da questo accorato monologo interiore parte tutta la sequela di bugie che ognuno tende a dire a se stesso prima di ammettere di aver semplicemente mangiato come un cinghiale e bevuto come un’idrovora senza fare mezz’ora di sport per anni. Dunque che fare? LA DIETA.  Occhi spiritati, apri il frigo e butti via tutto quello che non sia insalata, cavolo, bacche, radici, tupperware vuoti. Poi ti dirigi verso la dispensa e continui l’epurazione, mentre le lacrime ti solcano il colpevole viso. “Da oggi si cambia vita.” Certo. [Nel caso tu abbia avuto l’illuminazione di venerdì e la prima cosa che pensi è “inizio lunedì”, non farlo, non funzionerebbe.]

 

2) La spesa euforica

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Allora esci in pigiama alla ricerca di un supermercato e ti metti a comprare ogni tipo di roba verde che non hai mai mangiato in vita tua. Oppure stai due giorni in apnea davanti al computer scegliendo la dieta adatta a te: quella bianca, quella delle banane, quella del minestrone, quella del carcerato, quella del malato grave, quella con la cannuccia, quella del digiuno fino alla morte. In ogni caso, la fase di scoperta è vissuta con ecclesiastico entusiasmo, come in trance tipo una novella Giovanna D’Arco di fronte alla chiamata del Signore. Riempi la devastazione post atomica delle tua cucina con la spesa ipocalorica he hai fatto e sei ansioso d’iniziare l’esperienza di depurazione che ti porterà ad indossare di nuovo i maledetti pantaloni del demonio.

 

3) La pizza però è più buona

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Inizi a cucinare come la vecchia con la voce fastidiosa da Antonella Clerici sotto anfetamine. Ti senti più bravo di Cracco: scomponi, brasi, scindi, scotti, siringhi, lessi, condisci, impiatti. Viene fuori una cosa da catalogo di nuovelle cousine fatto da un bimbo di 5 anni, però la tua abnegazione t’impedisce di notarne i difetti. Ti metti a mangiare l’agognata pietanza. Buona dai. Cioè, tipo non sa di niente ma lo sappiamo tutti che per dimagrire bisogna saper rinunciare a qualcosa. Poi vabbè, tre morsi tre ed è finita. Ok, hai pranzato. La sera ripeti l’esperimento con un’altra pietanza assai poco consistente. La notte sogni i terribili dittatori della storia vestiti da bietola, da spinacio, da carota. Ti svegli in piena notte con la faccia da maniaco, credendo di aver sentito dire “pizza”. Stai malissimo.

 

4) Spacchi tutto

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Ripeti questo rigore per una settimana nella quale ti sembra di essere Kafka ne “Il processo”: sai che staio scontando una pena terribile, non sai perché. Detenuto e allo stesso tempo carceriere di te stesso, tieni duro fino alla riprova: la pesa settimanale. Ti poni sul patibolo, attendi che l’ago si fermi: sei dimagrito di 3 etti. Diventi matto. Prendi i pomodori, le zucchine e li lanci verso il muro, imprechi gli dèi, telefoni ai tuoi amici magri chiedendo loro COME SI FA e ti senti rispondere “boh, io mangio come un elefante e non prendo un grammo”. Diventi Ken il Guerriero, pronto a distruggere ogni cosa incontri il tuo cammino. “3 etti? No basta, ho bisogno di una ricompensa altrimenti avrò sofferto per nulla” e ordini una pizza salsiccia gorgonzola funghi uova cipolla fagioli da buttare giù con due birroni da 66 cl. Di colpo, ti senti di nuovo dannato.

 

5) Compri un paio di pantaloni nuovi

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Come prima cosa, hai comprato dei pantaloni nuovi e hai sacrificato i vecchi a Satana. Poi hai iniziato a mangiare schifezze. Prima ogni tanto, poi sempre più spesso. Nel frattempo, hai anche riacquistato il sorriso velato di malinconia, per dirla con i Tiromancino, ti senti sospeso ancora nell’attimo in cui poteva succedere (di perdere qualche chilo). Non ce l’hai fatta, pazienza.  Forse la dieta non è esattamente il modo più adatto a te per perdere peso. Allora una nuova luce luciferina accende i tuoi occhi sciocchi. LA PALESTRA. Ma è venerdì, forse è meglio iniziare lunedì. Ma questa è un’altra storia.

 

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