Tutte le mostre del MoMA di New York dal 1929 ad oggi sono gratis online

Tutti i cataloghi, gli inviti e le foto delle mostre del più importante Museo di Arte Moderna americano, tutte consultabili su internet gratuitamente

Pittura
di Simone Stefanini facebook 19 settembre 2016 16:40
Tutte le mostre del MoMA di New York dal 1929 ad oggi sono gratis online

moma-new-york moma.org

 

Dopo aver messo online gratuitamente 65.000 capolavori di arte moderna, scaricabili in alta qualità, il MoMA di New York torna a regalare agli amanti dell’arte una serie di documenti preziosi, alcuni di essi introvabili: si tratta dell’archivio di tutte le sue mostre dall’anno della sua fondazione (1929) fino ad oggi.  3500 esposizione di cui troverete fotografie, cataloghi, comunicati stampa e inviti. Tutto gratis, sul sito.

Un tesoro inestimabile che va dalla Bauhaus a Picasso, fino alle odierne performance e installazioni. I galleristi di tutto il mondo potranno imparare come si crea un invito perfetto, come si espongono le opere d’arte nel miglior modo possibile e come si organizza un evento degno di questo nome, solo guardando questo enorme archivio.

Qui sotto, la prima mostra del MoMA, datata 7 novembre 1929 e riguardante le opere di Cézanne, Gauguin, Seurat e van Gogh.

 

moma-1929 moma.org - La prima mostra del MoMA di New York

 

Se come noi siete incuriositi dall’iniziativa, sappiate che è davvero fantastica. Potrete consultare tutti i cataloghi delle mostre del MoMA, comprensivi di critica e opere esposte, per sognare la bellezza di un altro tempo e per conoscere quella dei giorni nostri.

 

catalogo-1929-moma moma.org - Un estratto dal primo catalogo del MoMA (1929)

 

L’iniziativa è stata finanziata dalla Leon Levy Foundation e il codice dell’intero progetto informatico è stato messo in condivisione nel sito GitHub, rendendo il sito open source. Come riporta l’Artribune: “Questo permetterà a tutti di effettuare ricerche complesse incrociando i vari database; si potrà, ad esempio, scoprire quante volte un artista è stato esposto nel museo o quante volte ha lavorato con un determinato curatore.”

 

FONTE | Artribune

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