Questo video racconta l’evoluzione del nudo nella storia dell’arte

Pittura
di Marcello Farno 20 aprile 2016 11:10
Questo video racconta l’evoluzione del nudo nella storia dell’arte

manet  Eduard Manet – Olympia

 

Unlock Art è una serie di documentari prodotta dalle Tate Gallery di Londra, dedicata all’esplorazione del mondo dell’arte in una chiave più “leggera” e accessibile a tutti. Nelle diverse puntate, attori, musicisti e volti noti della tv inglese introducono gli spettatori a correnti, idee e argomenti relativi alla storia dell’arte tout court.

Ad oggi sono stati prodotti otto episodi, che muovono dal racconto del surrealismo a quello della pop-art, dal ruolo dell’ironia a quello del nudo nell’arte. A introdurre quest’ultimo c’è la presentatrice Dawn O’Porter, che in poco più di cinque minuti riassume storia, gusto e percezione del corpo nudo nel corso dei secoli.

Una rapida ed efficace cronistoria per raccontare i primordi di questa forma d’arte, a partire dalla Venere di Willendoorf, passando alle rappresentazioni classiche del mondo greco-romano e arrivando al racconto della censura perpetrata dalla Chiesa, che a partire dal Medioevo bolla il corpo nudo come espressione del peccato. La successiva riabilitazione del nudo da parte della critica nel XVIII secolo, aiuta gli artisti a tornare a esprimersi liberamente attraverso la raffigurazione di figure nude, perlopiù femminili.

La Venere di Urbino di Tiziano o l’Olympia di Manet e Les Demoiselles d’Avignon di Picasso rappresentano ognuna diversi ideali di bellezza femminili. Le ultime due, in particolar modo, ritraggono la nudità in maniera anticonvenzionale, come rappresentativa non solo dell’aspetto fisico ma anche di quello psicologico dei soggetti in campo.

Pablo Picasso - Les Demoiselles d'Avignon  Pablo Picasso – Les Demoiselles d’Avignon

Se nell’arte classica la nudità veniva utilizzata per rappresentare la perfezione del corpo umano, nell’arte contemporanea si carica di numerosi significati narrativi. Quella che continua a rimanere intatta è la forte evocatività che un corpo nudo, qualsiasi siano le forme e i modi di rappresentazione, è capace di esprimere, ieri come oggi, come sempre.

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