Antro della Sibilla, il luogo dove la sacerdotessa Cumana prediceva il futuro

A poca distanza dal Lago d’Averno, la “porta degli inferi” virgiliana, la Sibilla Cumana veniva venerata da Apollo

Viaggi
di Edoardo De Martinis 7 novembre 2017 12:31
Antro della Sibilla, il luogo dove la sacerdotessa Cumana prediceva il futuro

 

L’Antro della Sibilla è una meraviglia misteriosa e affascinante che dovete assolutamente vedere se passate dalle parti di Napoli.

La donna onnisciente in grado di predire il futuro compare nelle tradizioni di molti paesi, ma nessuna più della Sibilla Cumana fu celebrata nell’antichità. Una sorta di Nostradamus dei tempi antichi, e il termine “sibillino” è giunto sino ai giorni nostri come una sorta di omaggio alle capacità di predizione del futuro. E il luogo dove queste predizioni avevano luogo è l’Antro della Sibilla, situato tra le città campane di Pozzuoli e Cuma.

 

 Wikimedia

 

Scoperta nel 1932, la galleria lunga oltre 130 metri si presenta rettilinea e a sezione trapezoidale. Questo luogo è uno dei ritrovamenti greco-romani più misteriosi e all’apparenza inspiegabili mai rinvenuti in Italia. L’impatto è forte, dato che ci si trova di fronte ad un lungo ed interminabile corridoio stretto e buio, preannunciato dalle parole di Virgilio“L’immenso fianco della rupe euboica s’apre in un antro. Vi conducono cento ampi passaggi, cento porte; di lì erompono altrettante voci, i responsi della Sibilla”. Il sommo poeta latino non era nuovo “della zona”, visto che a breve distanza da qui descrisse la discesa di Enea nel Regno degli Inferi, attraversando il Lago d’Averno.

 

 

Le interpretazioni su ciò che rappresenta questo stretto cunicolo sono svariate, anche se due sono le più accreditate. La prima è quella religiosa, secondo cui questo fosse il luogo di professione della Sibilla, come descritto da Virgilio nelle parole di Enea: “Dal sacrario la Sibilla Cumana predice orrendi enigmi e mugghia dall’antro, avviluppando il vero nelle tenebre“.

 

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Una visione più concreta è invece quella di alcuni studiosi delle civiltà antiche, i quali credono che questo luogo fosse un’opera di carattere difensivo costruita tra la fine del IV ed il III secolo a.C., a protezione della acropoli di Cuma.
Oggi l’antro è visitabile all’interno del sito archeologico in cui si trova, che vanta anche la presenza dei Templi di Apollo e di Giove.

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