Poveglia, l’isola fantasma che vuole rinascere

Nella Laguna di Venezia c’è un’isola meravigliosa, un tempo lazzaretto e luogo di quarantena, oggi contesa tra Stato e associazioni di cittadini

Viaggi
di Gabriele Ferraresi facebook 4 agosto 2016 12:41
Poveglia, l’isola fantasma che vuole rinascere

povegliaanteprima Dezeen

 

Di isole italiane, da visitare magari anche questa estate abbiamo scritto qualche tempo fa. Ma questa isola è diversa: Poveglia, nella laguna veneta, è un’isola molto diversa dalle altre di cui vi abbiamo raccontato.

Prima di tutto per la sua storia, davvero unica, e capace forse di impressionare i più suggestionabili.

In secondo luogo, perché Poveglia appartiene ai beni demaniali che lo Stato ha messo sul mercato, per cui si possono fare offerte per ottenerne una concessione, come ha fatto per esempio l’associazione Poveglia per Tutti: ma riguardo a quello però approfondiremo dopo, prima un po’ di storia.

 

 

L’Isola di Poveglia si trova a sud della Laguna di Venezia – davanti Malamocco – e la sua superficie misura 7,25 ettari: l’agenzia del demanio la descrive così [qui file pdf] “Poveglia è un’isola della Laguna di Venezia, abitata per la prima volta nel 421 dalle popolazioni di Padova ed Este che vi trovarono rifugio dalle invasioni barbariche. Dal XVIII secolo divenne stazione di transito e di controllo sanitario degli equipaggi dei bastimenti e per l’espurgo delle merci; successivamente venne adibita a lazzaretto. All’inizio del XX secolo l’isola fu attrezzata a stazione marittima per la quarantena degli equipaggi e dei passeggeri e negli anni successivi il complesso sanitario fu convertito a casa di riposo. Attualmente è disabitata“.

 

mappa_poveglia GoogleMaps

 

E poi, a chiosare, visto che l’obiettivo è pur sempre dare in concessione l’Isola “Gli edifici, seppur in cattivo stato di manutenzione, rivestono carattere di notevole pregio architettonico 0 Laguna Sud Superficie coperta: mq 5.050 Superficie scoperta: mq 70.360 Volume: mc 40.750“.

Conosciuta fin dall’epoca romana, per secoli Poveglia fu il lazzaretto della città sull’acqua dove venivano sepolti i malati di peste e altri flagelli dell’epoca, come testimonia anche oggi una lapide presente sull’isola: che avverte di non scavare. Lì sotto sono sepolti corpi contagiati da ogni genere di morbo, meglio – anche per noi vivi – lasciarli riposare in pace.

 

Schermata 2016-08-04 alle 12.31.42 AgenziaDemanio - Poveglia dall’alto

 

Ma questo accadeva secoli fa: gli ultimi casi di pestilenza passati da Venezia risalgono al 1793. Da allora in poi Poveglia rimase fino al secondo dopoguerra un luogo di quarantena, dove far soggiornare ammalati o potenziali tali, mentre oggi è un luogo un po’ misterioso, che magari spaventa turisti americani un po’ ingenuotti, come accaduto nel luglio scorso.

 

 

Dal 1968 di proprietà del demanio dello Stato, oggi l’isola è l’unico parco di cui possono godere i veneziani nella laguna, come racconta Sergio Rizzo su Corriere.it, ma anche un’isola bellissima e in un luogo unico al mondo, contesa, al centro di lungaggini burocratiche e paradossi italiani.

Per visitarla? La cosa migliore da fare è probabilmente contattare l’associazione Poveglia per Tutti, che ogni anno organizza manifestazioni ed eventi sull’isola, isola che così, anche solo per qualche ora torna a vivere. Alla faccia della storia, dei fantasmi e delle burocrazie.

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