Villa Fogazzaro Roi, un piccolo mondo antico sulla sponda italiana del Lago di Lugano

Un viaggio nella borghesia di un altro tempo. Quando era davvero borghesia

Viaggi
di Gabriele Ferraresi facebook 3 marzo 2017 13:03
Villa Fogazzaro Roi, un piccolo mondo antico sulla sponda italiana del Lago di Lugano

villa fogazzaro roi  www.visitfai.it Foto: FAI – Giorgio Majno

 

A meno che abbiate una cattedra di Letteratura Italiana, siate ancora al liceo o vi piacciano gli Offlaga Disco Pax – “Ma abbiamo anche molti ricordi di “Quel piccolo mondo antico”, di Fogazzaro!” – è difficile che il nome dello scrittore Antonio Fogazzaro (1842-1911) vi passi non dico spesso, ma facciamo anche solo una volta l’anno per la testa. È un peccato, perché al di là della sua opera più nota – Piccolo Mondo Antico – Fogazzaro ha lasciato ai posteri anche una splendida villa, che si può visitare: Villa Fogazzaro-Roi, sulla sponda italiana del Lago di Lugano, nel Comune di Oria Valsolda.

Fu la dimora estiva – e non solo – dello scrittore, che, leggo sul sito del FAI, la elesse a “luogo dell’anima“, e la inserì anche all’interno delle sue opere. Opere a volte ambientate in oscuri, drammatici paesaggi lacustri, paesaggi a volte un po’ infidi, come nel caso di Malombra, dove la narrazione anche se non esplicitamente si snoda intorno al Lago di Segrino. Fogazzaro aveva questa cosa per i laghi, per dire gli piaceva un sacco anche quello di Molveno, in Trentino, di cui diceva: “Preziosa perla in più prezioso scrigno”.

Ma torniamo a Villa Fogazzaro Roi: circa a metà del XIX secolo la costruzione, proprietà della parrocchia, passò di mano e fu acquisita dalla famiglia della madre di Fogazzaro. Rimase dei Fogazzaro fino al 1911 – anno in cui Fogazzaro muore – poi passò a dei parenti, in particolare al marchese Roi, che infine la donò al FAI.

 

 

Visitarla oggi è un viaggio in quello che era l’alta borghesia ormai ben più di un secolo fa, tra la camera da letto e lo studio dell’autore – stanze entrambe restaurate negli anni ’60 del secolo scorso e riportate alle condizioni originali – mentre gli altri spazi dell’abitazione sono una casa-museo con un percorso espositivo di fotografie, cimeli, piccole cose quotidiane utili e inutili tipiche di una famiglia, agiata, cattolica e tradizionalista del tempo.

È necessario sottolineare la profonda sincerità con cui il Fogazzaro concepì, assimilò e fece valere le sue idee; ricordare che alcuni ambienti dell’Italia borghese e provinciale hanno trovato in lui un pittore finora insuperato; che penetrò a fondo nelle anime complesse dei suoi personaggi; e che insomma il Fogazzaro è, dopo il Verga, il maggiore romanziere italiano dell’ultimo Ottocento” dice la Treccani, e anche Villa Fogazzaro Roi non è male.

Adesso che arriva la primavera potrebbe essere una buona idea per una gita nel weekend, alla ricerca dell’Italia Nascosta che vi abbiamo raccontato negli ultimi mesi: tutte le info per visitarla le trovate sul sito del FAI.

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