Nuovo allarme nel settore alimentare italiano: il Ministero della Salute ha emesso un richiamo urgente per un lotto di salmone affumicato norvegese a causa della possibile presenza del pericoloso batterio Listeria monocytogenes. L’allerta, pubblicata sul portale ufficiale dedicato alle allerte alimentari, qualche tempo fa, ci mette in guardia su ciò cui dobbiamo prestare attenzione.
Il problema della contaminazione da Listeria nel salmone affumicato è una questione che si presenta tutto l’anno e non solo in determinati periodi festivi. Il salmone affumicato, essendo un prodotto ‘ready to eat’ (pronto al consumo), è particolarmente a rischio se non lavorato e conservato in modo impeccabile.
Allarme Listeria nel salmone affumicato: i rischi e come riconoscere il prodotto
Il richiamo è scattato a titolo precauzionale, ma non va sottovalutato il rischio legato alla contaminazione da Listeria monocytogenes, un batterio che può causare gravi problemi di salute, soprattutto in categorie vulnerabili quali anziani, bambini, donne in gravidanza e persone con sistema immunitario compromesso. Il Ministero raccomanda di controllare attentamente le etichette delle confezioni di salmone affumicato in proprio possesso e, qualora corrispondano al lotto segnalato, di evitare il consumo e restituire il prodotto al punto vendita.
La Listeria monocytogenes si distingue per la sua resistenza: può proliferare anche a basse temperature, come quelle del frigorifero domestico, e tollera ambienti salini e pH acidi. Questa capacità la rende particolarmente insidiosa, soprattutto in alimenti pronti al consumo come il salmone affumicato, che non subisce ulteriori trattamenti di cottura prima del consumo.

La listeriosi, infezione causata da Listeria monocytogenes, può manifestarsi in due forme principali. La prima, più comune, è una gastroenterite con sintomi come nausea, vomito e diarrea che compaiono rapidamente dopo l’ingestione di cibo contaminato. La seconda, particolarmente pericolosa, è la forma invasiva o sistemica, che può evolvere in meningite, encefalite o sepsi. In questi casi, il periodo di incubazione può estendersi fino a 70 giorni, rendendo difficile l’individuazione tempestiva dell’infezione.
L’ISS e il Ministero della Salute sottolineano che la listeriosi rappresenta una delle zoonosi più importanti in Europa: nel 2023 sono stati registrati oltre 2.700 casi gravi con più di 280 decessi. In Italia, i casi si mantengono stabili, ma la presenza di focolai legati a prodotti alimentari, in particolare salmone affumicato e altri prodotti a base di pesce, richiede un’attenzione costante.
Per prevenire il contagio da Listeria, è fondamentale adottare alcune regole di igiene alimentare: consumare prodotti pastorizzati, lavare accuratamente frutta e verdura, separare alimenti crudi da quelli cotti e conservare il cibo a temperature inferiori ai 5°C. In particolare, è consigliato consumare il salmone affumicato prima della scadenza indicata, dato che la temperatura media dei frigoriferi domestici in Italia (circa 7,4°C) può favorire la crescita batterica anche entro la data di scadenza.
Dal punto di vista delle tecniche di affumicatura, esistono differenze significative: l’affumicatura a caldo, effettuata con legno di faggio o betulla a temperature elevate, è più efficace nel ridurre la carica batterica, mentre quella a freddo – spesso realizzata con aromi liquidi – può creare condizioni più favorevoli alla sopravvivenza della Listeria. Il consumatore può riconoscere il tipo di affumicatura dall’etichetta, dove deve essere indicato l’uso di aromi di affumicatura.
Il Ministero della Salute ha ribadito la necessità di una comunicazione più trasparente sulle confezioni di salmone affumicato, suggerendo di indicare chiaramente che il prodotto non è adatto a persone anziane, donne in gravidanza e soggetti immunocompromessi.
