POPcellana, le dissacranti sculture di porcellana di Francesco De Molfetta

Come dissacrare la nostra società usando le classiche statuine di porcellana

Scultura
di Marco Villa facebook 12 ottobre 2016 15:50
POPcellana, le dissacranti sculture di porcellana di Francesco De Molfetta

14632636_10154605604087128_472244418_o

 

Il classico più classico, il pop più pop. Presi, mischiati, ricompattati e trasformati in statuine di porcellana: questo, in estrema sintesi, il concept alle spalle di POPcellana, mostra in programma dal 14 ottobre al 12 novembre presso 29 Arts In Progress a Milano.

Un’esposizione che celebra il talento del milanese Francesco De Molfetta, conosciuto anche come Demo e che segna l’inaugurazione della galleria, che apre la sua sede milanese dopo anni di lavoro a Londra.

 

Sirenetti adagiati su banane Chiquita, putti che bevono Redbull, cowboy con pistole equivoche e urne funerarie decorate con pistole e immagini di James Bond: quanto di più lontano possiamo immaginare dalle statuette classiche di porcellana, anche da quelle splatter che tanto ci piacciono.

L’effetto è quello del cortocircuito, che distrugge l’iconografia tradizionale utilizzando accostamenti derisori. Senza nessuna pietà e con un chiaro intento dissacrante, così come dovrebbe essere ogni provocazione degna di questo nome.

Di fondo, una costante critica al consumismo, che passa per i marchi già citati, ma anche per la raffigurazione di Tre Grazie, questo il nome dell’opera, intente ad abbuffarsi con panini e bibite da McDonald’s. Fino alla statuina più potente di tutte, quella che vi abbiamo presentato in apertura: una coppia di innamorati con acconciature da soap opera che viene decapitata da una carta di credito American Express. Ovviamente dalla ferita non sgorga sangue, ma oro.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)