Questo artista giapponese crea sculture in ceramica che sembrano pixellate

Una provocazione per farci riflettere sul confronto tra la realtà virtuale e quella reale

Scultura
di Sandro Giorello facebook 4 febbraio 2016 11:12
Questo artista giapponese crea sculture in ceramica che sembrano pixellate

scarpe-ceramica boingboing.net

 

Toshiya Masuda è un artista giapponese che propone oggetti in ceramica rappresentati come se fossero immagini pixelate di un computer. Inizialmente potrebbe sembrare solo un’idea simpatica, magari un po’ nerdy e che punta a smuovere quel dolce senso di nostalgia che potrebbe coinvolgere molti più-che-trentenni di oggi (se in questo momento state indossando un maglione con i personaggi di Street Fighter II  sapete cosa intendo).

 

musada /masutoshi117.jimdo.com - Toshiya Masuda

 

In realtà il messaggio alla base delle sue opere è più complesso e articolato. Quello di Masuda è un lavoro sulla memoria e su come l’essere umano sia portato ad associare determinate sensazioni a specifiche parole: “le persone tendono a giudicare le cose sulla base delle proprie esperienze o di particolari conoscenze acquisite, invecchiando” – afferma Masuda – “Dal momento che le persone controllano i sentimenti su questa base, molte cose diventano di senso comune nella loro mente senza che se ne rendano conto. Molti associano la ceramica ad un’esperienza tattile molto precisa e, al contrario, individuano le immagini digitali, notoriamente viste solo sullo schermo di un computer, come oggetti che non si possono toccare”.

 

Capite, quindi, la sua provocazione: creare una scultura la cui immagine ci rimanda ad un certo tipo di realtà ma che al tatto ci trasmette altre sensazioni. La distanza tra queste due esperienze può portarci a riflettere sulla differenza tra la realtà che percepiamo e la sua vera consistenza fisica.

Credo che la strana sensazione che le persone sentano in questo gap tra la realtà e la sua immagine” – conclude Masuda – “possa aiutarli a ragionare sulla ‘realtà di questo secolo’, che è sostanzialmente fatto da un mondo virtuale e da uno reale”.

 

FONTE |  boingboing.net

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