Perché ci innamoriamo sempre dei medici delle serie tv?

I medici più belli e affascinanti delle serie tv dagli anni settanta a oggi: Hugh Laurie, Patrick Dempsey, George Clooney e qualche sorpresa…

Serie TV
di Mattia Nesto facebook 28 luglio 2016 10:57
Perché ci innamoriamo sempre dei medici delle serie tv?

medici_belli_serie_tv  Hugh Laurie, il protagonista della serie Dr. House – Medical Division

Una volta, quando i rimasugli della società grosso modo ottocentesca erano ancora ben presenti tra di noi, andava di gran moda la frase il fascino della divisa. Bastava infatti che un semplice uomo, magari partito dal più classico dei paeselli, indossasse una divisa ora grigioverde da alpino, ora bianca della marina od anche nera e rossa dei carabinieri perché frotte di donne, almeno questa era la vulgata ricorrente, cadessero, letteralmente, ai suoi piedi.

Oggi che la leva obbligatoria è stata ormai abolita  e la società è rapidamente mutata, l’effetto divisa è venuto meno o meglio si è andato a modificarsi nel tempo. Infatti si è passati da adorare i militari a palpitare per i medici: dalle stellette agli stetoscopi, dagli anfibi alle calzature ospedaliere, dai generali ai primari.

Prova tangibile di questo nuovo corso è la quasi adorazione degli attori protagonisti delle serie televisive di genere medico. Da Patrick Dempsey/Derek Shepherd di Grey’s Anatomy alle serie meno famose, i medici stanno davvero occupando una larga fetta dell’immaginario erotico, specialmente femminile. In questo articolo, sperando di non sconvolgervi troppo una giornata già abbastanza soleggiata, vi presento una serie di dottori da starci male.

Ma non c’è pericolo, al massimo vi curano loro!

Alberto Lupo – La Cittadella 

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Tutto ebbe inizio, se almeno si vuole parlare del nostro Paese, con uno degli sceneggiati di maggiore successo degli anni Sessanta. Mi riferisco a La Cittadella, tratto dall’omonimo romanzo di Archibald Joseph Cronin.

Nel 1964 andò in onda sulla Rai e tenne incollati allo schermo milioni e milioni di telespettatori, e protagonista assoluto della commedia era Alberto Lupo, oggi ricordato quasi esclusivamente per il duetto con Mina in “Parole parole” ma anche e soprattutto attore di chiara fama.

In La Cittadella Lupo interpreta il dottore Andrew Manson, idealista, filantropo e amico dei più deboli: l’uomo ideale per i fiduciosi e progressisti anni Sessanta. In più la classica voce baritonale, piena di sfumature e la recitazione teatrale hanno contribuito a fare di Alberto Lupo in La Cittadella il sogno, neppure tanto proibito, delle casalinghe di Voghera sparse per tutta la Penisola.

George Clooney – E.R. Medici in Prima Linea 

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Entrando di botto nella fase moderna delle serie tv medical non possiamo non citare E.R. – Medici in Prima Linea, la serie prodotta da Steven Spielberg e scritta da Michael Crichton, praticamente il meglio del meglio dei primi anni ’90.

Ambientato nel County General Hospital di Chicago la serie racconta le diverse peripezie di un gruppo di medici del pronto soccorso dell’ospedale, tra amori, scontri, passioni, salvataggi in extremis e lutti improvvisi caratteristici di questa professione. Tra tutto il cast ovviamente la stella più brillante è George Clooney, ovvero Doug Ross.

Per Clooney questa serie è stata fondamentale per affermarsi come attore da grande pubblico ed anche per iniziare a diventare quel ruolo da sex-symbol globale che, nonostante gli anni passino e i pettegolezzi sul suo conto aumentino, non pare aver abbandonato dai tempi in cui indossava il camice azzurro.

Patrick Dempsey – Grey’s Anatomy 

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Occhio ceruleo, fisico da capitano della squadra di football del liceo, barba lievemente incolta e sguardo che ammalia: Patrick Dempsey, ovvero il dott. Derek Shepherd pareva avere tutti gli ingredienti per sfondare nel mondo delle serie televisive. Ed è stata proprio così dato che, anche grazie al successo di Derek Shepherd, la serie Grey’s Anatomy è una delle più fortunate e longeve di questa categoria (è dal 2005 che, senza interruzioni, viene trasmessa).

Il discorso per Dempsey potrebbe essere molto simile a quello poc’anzi fatto per George Clooney, forse anche un tantinello maggiore in fatto di presa sul pubblico femminile. Tuttavia, a differenza di Clooney, Dempsey non ha intrapreso successivamente una luminosa carriera come attore, rimanendo, a conti fatti, un po’ schiacciato sul personaggio di Shepherd.

Hugh Laurie – Dr. House – Medical Division

A proposito di attori rimasti schiacciati dal proprio personaggio: c’è stato un periodo, grosso modo dal 2007 al 2010 che praticamente ovunque, in qualsiasi conversazione o argomento voi tiravate fuori, era sicuro che, prima o poi, sarebbe in qualche modo centrato Dr. House.

Infatti il burbero dottore interpretato splendidamente da Hugh Laurie è stato uno dei pesi massimi del costume tra la fine degli anni 2000 e l’inizio degli anni ’10. Esagerato, cinico e disincantato Dr. House incarnava perfettamente l’evoluzione delle serie tv: non più intrattenimento sempliciotto ma uno scavo nel profondo delle dinamiche della mente umana. Tramontata ormai quest’epoca d’oro, a conti fatti, rimane tangibile la sensazione che con Dr. House si sia intrapresa una via molto precisa, specialmente nella costruzione dei personaggi.

E proprio come Dempsey anche  il “povero” Hugh Laurie non si è mai veramente ripreso da questo personaggio. Che cammini ancora col bastone per le vie di Londra?

Giulio Scarpati – Un medico in famiglia

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Ma anche in Italia i medici autoctoni hanno fatto strage di cuori: caso lampante, in questo senso, è stato Giulio Scarpati, protagonista indiscusso, assieme a Lino Banfi, di Un medico in famiglia, format spagnolo adattato per la Rai che ebbe un successo clamoroso tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila.

Lele Martini, questo il nome del medico interpretato da Scarpati, rappresentava un’interessante unione tra la classica figura del “buon padre di famiglia” tipica di tanta narrativa italiana e, al contempo, per il fatto di essere vedovo e quindi alla ricerca del vero amore,inseriva anche qualche ingrediente di novità nel genere.

Negli anni i “dottori in famiglia” sono più volte cambiati (indimenticabile il passaggio di Pietro Sermonti) ma Scarpati è, fuor di dubbio, il titolare del ruolo.

Zach Braff – Scrubs

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Scrubs è forse uno dei (pochi) motivi per cui MTV Italia è sopravvissuta fino a tanto. Come infatti dimenticare il piacere vero che si aveva ad assistere sul canale musicale alla nuova puntata di una serie che, inutile negarlo, ha veramente forgiato tutta una serie di ragazze e ragazzi in questi anni.

Il dottor John Michael “J.D.” Dorian interpretato da Zach Braff è stato uno dei personaggi più amati, grazie alla commistione tra umorismo, sentimento e un tocco di pazzia tipici della scrittura di Bill Lawrence, ideatore della serie. Se JD non è propriamente un sex-symbol, sicuramente abbiamo tutti quanti bisogno di più uomini come lui in questo stanco e trito mondo.

Clive Owen – The Knick

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Il bello e maledetto, versione medica. Se il dottor House è quello fuori dagli schemi, il dottor Thackery di The Knick è il tossico vero e proprio. Sempre fatto e al limite. Del resto è al limite anche il mondo in cui lavora e opera: l’ospedale Knickerbocker, ai primi del Novecento. Anni in cui andare in ospedale non era come oggi, visto che qualsiasi cosa ti facessero era un rischio assoluto.

Tutto è sperimentazione e azzardo e i medici sono qualcosa che si pone all’incrocio tra cercatori d’oro, astronauti, giocatori di poker e killer senza scrupoli. Ingredienti che vanno a comporre -appunto- il bello e maledetto per eccellenza. Se di solito il dottore affascina perché sa dare sicurezza e risposte, in questo caso è come buttarsi nel vuoto, mettersi nelle mani dell’ignoto.

E anche questo è fascino.

 

Bonus Track : Dick Van Dyke – Un detective in corsia

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Avete presente quelle inutili mattinate estive di quando si faceva tardi la notte prima e poi (miracolo!) si era in piedi prima di mezzogiorno? Beh quando la Rai non ci proponeva le avventure di Jessica Fletcher, era quasi inevitabile entrare in rotta di collisione con Un detective in corsia, serie televisiva che mescolava il genere medico e quello giallo il tutto, spruzzato da uno scoppiettante umorismo parrocchiale.

Mark Sloan (interpretato da Dick Van Dyke) era l’argenteo primario dalla dentatura perfetta che si occupava e di salvare le vite e di risolvere i casi. Non si è mai capito fino in fondo le ragioni del tanto successo che, in Italia come all’estero, ebbe questa serie della CBS. Fatto sta che ancora oggi, ma soltanto quando l’hangover è fortissimo, un brunch casalingo in compagnia del dott. Sloan può essere il modo migliore per superare i postumi della notte prima.

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