Le scoperte delle donne nell’astronomia in una serie di spettacolari stampe

Lia Halloran celebra lo spazio infinito come l’hanno visto e studiato scienziate e ricercatrici di ogni epoca

Spazio
di Gabriele Ferraresi facebook 13 giugno 2016 13:21
Le scoperte delle donne nell’astronomia in una serie di spettacolari stampe

Lia Halloran donne astronomia scoperte LiaHalloran.com

 

Your Body is a Space That Sees è l’omaggio di Lia Halloran – artista e fotografa di stanza a Los Angeles – alle scoperte delle donne nel campo dell’astronomia. Sono stampe cianografiche che raccontano i passi da gigante compiuti dalla scienza che studia, osserva, spiega gli eventi celesti grazie alle capacità di scienziate e ricercatrici di ogni tempo.

Partiamo per esempio dalla Pulsar 1919 – la stessa che c’è su quella famosa maglietta di Unknown Pleasures dei Joy Division… – scoperta nel 1967 dall’astrofisica Jocelyn Bell Burnell, ma c’è molto altro ancora.

Potremmo proseguire per esempio con Ipazia, matematica, filosofa e astronoma dell’antica Grecia, e le forse meno note al grande pubblico Caroline Herschel ed Helen Sawyer Hogg.

 

 

Non serve però essere esperti di astrofisica o avere passato la vita al telescopio per restare incantati davanti ai lavori di Lia Halloran, ed è davvero piacevole perdere qualche minuto a osservare questi cieli blu, dove le nebulose si appoggiano a un cielo infinito di stelle.

E poi ancora crateri, comete, galassie, tutti trasferiti in artwork che sembrano usciti da un altro tempo e ci fanno viaggiare nello spazio infinito, grazie alle scoperte con cui l’umanità ha voluto avvicinarsi ai misteri del cosmo.

Se volete conoscere meglio Lia Halloran, un’artista che da tempo lavora in quella affascinante terra di mezzo tra arte e scienza, qui c’è il suo sito.

 

donne astronomia scoperte  Tre opere di Lia Halloran. Quella in mezzo se vi piacciono i Joy Division forse vi ricorda qualcosa…

 

Perché in fondo arte e scienza sono vie per esplorare il significato dell’esistenza e sono perfettamente conciliabili, un po’ come quando vi avevamo raccontato del bando del CERN di Ginevra per una residenza d’artista.

Volete saperne di più sui lavori di Your Body is a Space That Sees? C’è un video che racconta tutto nel dettaglio

 

FONTE | | BRAINPICKINGS

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