Roadsworth, lo street artist canadese che usa l’asfalto come tela

Roadsworth ironizza sul “culto dell’automobile” con polpi giganti, lische di pesce lunghe decine di metri, sagome di scoiattoli e molto altro

Street Art
di Sandro Giorello facebook 9 gennaio 2017 13:11
Roadsworth, lo street artist canadese che usa l’asfalto come tela

Roadsworth Street art

 

Ve le ricordate le strisce pedonali di Madrid che, grazie a dei particolari effetti 3D, costringevano gli automobilisti a rallentare? Un arista canadese si è spinto molto oltre. Si chiama Peter Gibson e realizza sull’asfalto dei veri e propri capolavori di street art partendo principalmente dalle linee segnaletiche già presenti.

 

 

Di lui vi avevamo già parlato in occasione del Mural Festival Montreal, ma le sue opere non si limitano alla semplice street art. Gibson si è scelto come nome d’arte Roadsworth in onore dell’esponente del romanticismo inglese William Wordsworth, spiegando che se quest’ultimo era un poeta con le parole, lui fa lo stesso con le strade.

Così le strisce pedonali si trasformano in un’orma lasciata da uno stivale oppure diventano la lisca di un pesce gigante.

 

Roadsworth Street art

 

Il tutto è nato a Montréal, più di quindici anni fa, con il preciso intento di provocare l’amministrazione cittadina sull’assoluta carenza di piste ciclabili. In seguito, i suoi lavori sono diventati sempre più complessi e personali, pur non perdendo mai la sua radice politica e la sua tipica ironia.

 

Roadsworth Street art

 

“Man mano che il mio percorso artistico si evolveva mi sentivo più ispirato al processo utilizzato, rispetto al messaggio che volevo comunicare”  – commenta Roadsworth – “La famosa frase di Marshall McLuhan ‘il medium è il messaggio’ è significativa in questo senso. Capovolgere il linguaggio delle segnaletica orizzontale presente sull’asfalto per me è stato qualcosa di irresistibile.  Mi interessava convincere il conducente dell’auto ad avere una maggiore attenzione e suggerire al semplice pedone un momento di riflessione quando cammina. È una satira verso quella che considero una reverenza del tutto assurda nei confronti della strada e del ‘culto dell’automobile’”.

FONTE |  thisiscolossal.com

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