Compie 39 anni Conan il Ragazzo del Futuro, il primo successo di Miyazaki

Un cartone animato ancora oggi amato per le sue tematiche ecologiste, pacifiste e antimilitariste

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di Simone Stefanini facebook 4 aprile 2017 13:52
Compie 39 anni Conan il Ragazzo del Futuro, il primo successo di Miyazaki

“C’era una volta una città in quell’isola laggiù, C’era una via che passava di là proprio dove vivi tu, c’era allegria, c’era felicità, ma la guerra è una follia…”

Il 4 aprile del 1978 sul canale giapponese NHK andava in onda il primo episodio di una nuova serie a cartoni animati, chiamata Mirai Shonen Konan, da noi conosciuta come Conan, il Ragazzo del Futuro. 26 episodi televisivi diretti da Hayao Miyazaki con la collaborazione di Isao Takahata (con lui nel futuro Studio Ghibli) e Keiji Heyakawa.

 

 

È uno dei cartoni animati che ancora oggi viene ricordato dai bambini dell’epoca per la sua storia avvincente, per le tematiche trattate e per la sigla italiana, una melodia senza tempo cantata da Giorgia Lepore.

 

La trama prendeva spunto dal romanzo fantascientifico The Incredible Tide di Alexander Key, anche se se ne discostava spesso per rendere l’anime più avventuroso.

Nel 2028 la Terra si ritrova perlopiù sommersa dalle acque a causa della guerra globale del 2008, che ha rischiato di far estinguere la razza umana. L’unica città-stato che è ancora tecnocratica e vive grazie all’energia nucleare è la dispotica Indastria. Conan è un ragazzo nato dopo la catastrofe e vive col nonno su di un’isoletta perduta, in completa simbiosi con la natura. È un abile pescatore e non conosce altra vita tranne quella. Un giorno, sulla spiaggia trova Lana, una ragazza inseguita da Indastria, governata dal dittatore Lepka.

 

 

Questo da il la alle avventure dei due ai quali si aggiunge il nativo Gimsey (famoso per essere goloso di rane), che supereranno ogni tipo di avversità per donare speranza ai superstiti del pianeta Terra e per liberarli dal giogo di Indastria.

Siccome le macchine, la tecnologia e le armi hanno devastato il mondo, il bene è rappresentato dai contadini e dalle persone che vivono a contatto con la natura, dando così un messaggio antimilitarista, pacifista ed ecologista molto forte per l’epoca. Una poetica che Miyazaki porterà con sé anche nelle opere realizzate per lo Studio Ghibli.

 

 

Conan il Ragazzo del Futuro è un cartone animato che andrebbe visto a scuola, a partire dalle elementari, profeta di un mondo dominato dall’odio e dalle macchine, in cui l’unico modo per vivere a misura d’uomo è quello di tornare a voler bene al pianeta e alle persone.

 

 

La storia d’amore e affetto tra Conan e Lana raggiunge apici di tenerezza rari in altri cartoni dell’epoca, e piaceva anche agli adulti, perché era in grado di insegnare i valori progressisti basilari ma anche la ribellione nei confronti dell’oppressore.

“Ma se qualcuno sorride a te, un domani ancora c’è, dai Conan! Tutto deve ricominciare!”

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