Una risata vi sommergerà: ve lo ricordate Solletico?

Eravamo più giovani e la televisione era più ingenua: i giochi e l’intrattenimento di Solletico

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di Mattia Nesto facebook 28 luglio 2017 11:57
Una risata vi sommergerà: ve lo ricordate Solletico?

 

Ve lo ricordate il tempo in cui, invece delle notifiche su Facebook o degli audio su WhatsApp, si controllava ossessivamente l’ora per non perdere il vostro programma preferito? Già perché distanti anni luce dagli anni della programmazione personalizzata di MySky o dallo streaming selezionato di Netflix, negli anni Novanta non si poteva scegliere il quando (e eventualmente anche il dove) vedere una determinata cosa, ma bisognava rispettare l’orario. Ed eccoci ogni pomeriggio correre sul nostro divano e accendere la televisione, sintonizzandola su, udite udite, RaiUno per vedere la nuova puntata di Solletico.

 

 

Probabilmente Solletico è stato l’ultimo grande contenitore per ragazzi pensato dalla tv generalista ed è andato in onda  sulla Rai dal 1994 al 2000. Solletico è stato il programma per ragazzi per eccellenza: svariate ore di programmazione in cui, senza soluzione di continuità, venivano proposti sketch dal vivo, concorsi e giochi interattivi per bambini e, naturalmente, anche cartoni animati.

 

 Libero

 

La conduzione, almeno negli anni “storici” della trasmissione, è affidata a Mauro Serio e Elisabetta Ferracini. Se Mauro Serio è un volto noto ai bambini degli anni Novanta, essendo stato il presentatore principale dell’eccezionale cartoon-game Dov’è Finita Carmen Sandiego, Elisabetta Ferracini è un’esordiente assoluta, conosciuta soltanto per essere la figlia di Mara Venier. In realtà, nonostante una coppia del tutto inedita, i due funzionano assieme e riescono a legare bene con le orde di bambini che, letteralmente, occupano gli enormi studi Rai della Fiera di Milano.

 

 (Macomelosai)

 

Quando iniziava Solletico si rimaneva come ipnotizzati dalla sua sigla schizofrenica e cartoonesca. Il ritmo era serrato e tutto era in diretta, con quindi gli eventuali strafalcioni del bambini nei quiz (“Ma Leonardo non è una delle Tartarughe Ninja?” ha chiesto un bambino sottoposto, forse contro la sua stessa volontà, ad alcune domande sul Rinascimento Italiano) e degli stessi presentatori, anche loro alle prime armi.  Certamente dava una sensazione più reale del suo collega Bim Bum Bam che invece, sin dalla prima edizione del 1981, era, oltre che registrato, fondamentale una scusa per vendere i giocattoli e i gadget dei cartoni animati trasmessi nel pomeriggio Fininvest.

 

 

Solletico invece è stata un’altra storia e il fulcro del programma erano i giochi che coinvolgono sia i bambini in studio sia quelli da casa. Già perché se gli ospiti in studio si affrontano, divisi tra Ramarri Verdi e Pantere Rosa, in sfide di vario da genere (una specie di  Giochi senza Frontiere per adolescenti) sino a miniquiz sulla Storia e Geografia , i ragazzi da casa possono partecipare ai classici phone-game, molto caratteristici degli anni Novanta, il più famoso dei quali è stato, senza dubbio,  il mitologico The Lion Trophy Show . Si tratta di un videogioco interattivo con protagonista il leone degli snack Lion dove, per superare i livelli (modellati sul classico platforming poligonale dell’epoca) bisognava schiacciare i tasti del proprio telefono.

 

 

Stesso meccanismo anche per i giochi di Solletico ma con anche trovate originali, come il, bellissimo, gioco  Colora Il Quadro, in cui bisognava, attraverso vari pattern, indovinare le corrette gradazioni e nuances di colori in un’opera d’arte oppure Stellaris, gioco ispirato al cartone di Sandokan. C’era anche il gioco Io e la mia città in cui i concorrenti erano chiamati a raccontare la propria città o il proprio paese con una “cartolina-video”: i ragazzi poi venivano invitati in studio per raccontare le proprio passioni e sogni per il futuro (chissà che Cosmo non abbia preso proprio ispirazione da qui per il suo ultimo singolo). Da non dimenticare poi i momenti dedicati agli animali e i primi vagiti del mondo di internet, con un una nicchia di programma sui siti più strani (con ovviamente lunghissimi tempi di connessione annessi). Fighissimi erano poi i momenti musicali: oltre che ospitate dei gruppi del momento (tra cui, ahinoi, anche un indimenticabile live de I Gemelli Diversi), c’era anche Suona con i piedi, un gioco in cui i ragazzi dovevano riproporre un brano famoso con i piedi: proprio come nella celebre scena di Big con Tom Hanks.

 

 

Nonostante le sei edizioni del programma (più una estiva) sostanzialmente il plot non cambiava troppo anche se di anno in anno, vuoi per i cartoni, vuoi per i giochi, c’era un certo rinnovamento. Magari si era già grandicelli ma un’occhiata a Solletico la si dava sempre, anche perché all’epoca trasmetteva dei cartoni di culto. Come non citare i Biker Mice (di cui abbiamo parlato qui) e Le avventure della Principessa Sissi. Va detto anche che la coppia di conduttori nei primi anni era affiancato da  Michael Cadeddu, soprannominato Lenticchia che poi diventerà uno dei protagonisti de Un medico in famiglia: ovviamente nel ruolo di Ciccio.

 

 

 (ytimg.com)

 

A rivederli oggi su Youtube, gli spezzoni del programma fanno molta tenerezza, soprattutto i buffi tentativi di computer grafica (il teschietto 3D Osso è forme uno dei poligoni virtuali più brutti di tutti i tempi, ma in fondo strappano più di un sorriso e proprio non se ne vanno dalla nostra memoria e dai nostri cuori.  Perciò non ci sarà troppo da stupirsi se, una sera di queste, non ascolterete uscire dalle casse di qualche bar il sacro ritornello della sigla: “So- So – solletico… So- so – Solletico.. So – So – Solletico”.

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