Stenograffia è uno street artist russo che ha avuto un’idea spettacolare, frutto del connubio tra il magico mondo del computer e la vita vera: quando ha visto un’auto abbandonata sul ciglio della strada, accanto a un bidone, entrambi sporchi e pieni di graffiti dozzinali, ha pensato a come farli diventare trasparenti agli occhi dei passanti, e subito gli è venuto in mente quel pattern a quadratini bianchi e grigi che nell’applicazione Photoshop indica il livello di trasparenza.
Un ottimo modo per far sparire la sporcizia, ma, se siete un po’ pratici di Photoshop saprete che il pattern a quadretti elimina la profondità di un qualsiasi oggetto e lo appiattisce alle due dimensioni proprie della fotografia.
Come rendere lo stesso effetto a degli oggetti che hanno tre dimensioni? Semplice (mica tanto), con l’anamorfismo, quella tecnica particolare mediante la quale il pittore dipinge il soggetto distorto in modo tale che, guardato da una precisa angolazione, dia l’illusione ottica della terza dimensione, in pratica che abbia una profondità che nella realtà non ha.
In questo caso, visto dalla giusta angolazione, il soggetto sembra del tutto bidimensionale, ma se ci avviciniamo, vediamo chiaramente che ogni quadratino è distorto.
In molti cortili russi ci sono le auto in disfacimento, ormai inutilizzate dai loro possessori. In questo modo, grazie al lavoro di Stenograffia, i rottami diventano vere e proprie opere d’arte.
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