Il restauro delle Cavallerizze al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano ©henrikblomqvist
È un angolo di Milano che torna a vivere, nel cuore di una delle istituzioni museali più amate dalla città: le Cavallerizze del Museo della Scienza e Tecnologia infatti saranno riaperte al pubblico, completamente restaurate in occasione della XXI Esposizione Internazionale Triennale di Milano, che si terrà in città dal 2 aprile al 12 settembre 2016.
Perché le Cavallerizze sono importanti? Perché hanno una grande storia, e perché erano uno dei luoghi “irrisolti” dell’area su cui sorge il museo. La loro storia la sintetizza il sito del Museo della Scienza e della Tecnologia.
Furono “costruite attorno alla metà del XIX secolo quando l’edificio monumentale del Museo, un ex monastero Olivetano, era adibito a caserma militare. Si trattava di due scuderie parallele con al centro il maneggio, costruiti sugli ex giardini conventuali. I bombardamenti del 1943 distruggono parte dell’edificio monumentale, radono al suolo la Cavallerizza meridionale e distruggono due campate di quella settentrionale, oggetto di intervento“.
Nel dopoguerra purtroppo le cose non vanno meglio per le Cavallerizze, che dal 1957 in poi si trasformano in depositi dall’agibilità compromessa, ma che ora torneranno a vivere.
L’intervento di restauro del costo complessivo di circa 6 milioni di euro è stato finanziato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dallo stesso Museo, che ha reperito fondi per 1,8 milioni di euro. Il progetto è stato realizzato dall’architetto Luca Cipelletti ed “è consistito nel recupero funzionale dei volumi esistenti e nella ricostruzione di quelli demoliti dai bombardamenti bellici con l’obiettivo di realizzare nuove aree espositive e servizi museali per un totale di 1.800 mq“, che potremo visitare a partire dal prossimo 2 aprile.
Luca Cipelletti ha spiegato che “Si è operato per sottrazione. Un volume di taglio, impostato sull’asse storico dell’edificio monastico, propone un lungo percorso prospettico, di circa ottanta metri, che un domani diventerà l’ingresso principale al Museo. Gli ambienti delle Cavallerizze vengono messi in relazione modificando la percezione dello spazio, rivelandone altre dimensioni e possibilità”. Ma come al solito le immagini valgono più di mille parole. Appuntamento dal 2 aprile quindi con la mostra temporanea Confluence.
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