Così, giusto per dire i primi nomi che vengono in mente: Arcimboldo, Magritte, Dalì. Ma la lista potrebbe essere più lunga. Quello che conta è il filo che lega questi nomi, non tanto a livello di stile o di correnti artistiche, quanto per un tratto comune di inquietudine e straniamento. Stesse sensazioni provocate dalle opere dell’illustratore polacco Igor Morski.
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