L’olandese Maurits Cornelis Escher è uno degli illustratori più importanti di sempre – e proprio in questo periodo una mostra a Milano celebra il suo genio, prosegue fino al prossimo 22 gennaio, non perdetela – le sue opere visionarie, affascinanti, sono labirinti in cui perdersi oggi come ieri: ma come lavorava Escher?
Forse non tutti conoscono un curioso documentario del 1971 – Escher sarebbe morto l’anno seguente, il 27 marzo 1972 – intitolato Adventures in perception e firmato dal regista Han Van Gelder. È un documentario piuttosto breve, dura appena 20′, ma li vale tutti, per conoscere da vicino un grande artista mentre dona vita ai propri sogni su un foglio.
La prima metà del video mostra alcune opere di Escher, accompagnate da una colonna sonora di Felix Visser, pioniere del synth e della musica elettronica degli anni sessanta, poi, circa a metà invece cominciamo a vedere Escher al lavoro, ed è davvero affascinante vederlo creare i suoi universi.
Sponsor del documentario fu il Ministero degli Esteri olandese dell’epoca, che probabilmente voleva mostrare al mondo di cosa fosse capace uno dei maggiori artisti nazionali del tempo.
Sì, perché anche se molti lo immaginano vissuto secoli e secoli fa – chissà, forse confondendolo con Albrecht Dürer… – in realtà Escher ha vissuto nel secolo scorso. Nacque infatti a Leeuwarden, in Olanda, il 17 giugno del 1898.
Per concludere: volete vivere una giornata in un luogo che avrebbe potuto sognare Escher? Be’, potreste visitare la Scarzuola di Tomaso Buzzi…
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