Visti i risultati, è comprensibile la riservatezza di Thomas Barbey circa i metodi che utilizza per creare le sue opere, alcune delle quali sono riprodotte nelle (troppo) piccole immagini qui di seguito. Stando a quel poco che ha svelato, tutto parte da varie fotografie realizzate con una macchina medio formato Mamiya RB-67 e con varie Canon AE-1, che lo accompagnano sempre nei suoi viaggi.
Ogni immagine viene prima “concettualizzata”, ispirandosi magari alle opere di Magritte, Escher e Roger Dean, quindi realizzata mescolando varie tecniche, tutte rigorosamente analogiche, per esempio lo sviluppo di più negativi in contemporanea, esposizioni multiple, collage, ritocco a mano e così via. L’opera risultante viene infine fotografata a sua volta per essere venduta a caro prezzo in stampe di lusso. E tanti saluti a Photoshop…
Via: Sweet Station
Il ferro da stiro è qualcosa di assai utilizzato nelle case italiane. Una vera e…
Il Governo italiano ha finalmente approvato il nuovo decreto Energia 2026, che introduce una serie…
Dopo anni di attesa, il rinnovo del contratto nazionale del comparto Istruzione e Ricerca 2022/2024…
Un nuovo episodio di tentato rapimento ha scosso la comunità locale, con un uomo di…
La Carta del Docente si prepara a una nuova fase di ampliamento e riforma, grazie…
È entrata in vigore la disposizione che autorizza gli agenti delle forze dell’ordine a portare…