Con questo metodo, montare i mobili Ikea sarà molto più semplice

 

Una notizia epocale, quella che arriva direttamente dalla Svezia. L’Ikea, la più famosa multinazionale di mobili fai da te,  ha trovato un modo per facilitare il montaggio e prevenire le ingiurie da parte dei clienti che ogni volta perdono importantissime parti dell’assemblaggio e creano tavoli monchi, scaffali che non tengono, comodini che sembrano usciti dalla fantasia di Tim Burton e via dicendo.

Grazie a un pratico sistema a incastro, come mostrato nel video qui sopra, le gambe dei tavoli saranno più resistenti e più facili da montare. Non solo, questo nuovo metodo è applicabile anche agli armadi e a ogni tipo di mobile.

 

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Un blocco di legno zigrinato e triangolare che entra con un solo gesto nel suo alloggio, senza bisogno di usare cacciavite, trapano, brugola o altri utensili. Una volta posto a contrasto, per fermarlo basta un altro pezzo di legno e il gioco è fatto. Ci vogliono davvero due minuti al massimo e il tavolo è già pronto.

 

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Dai, lo sappiamo, non hanno diviso l’atomo e nessuno dei tecnici Ikea vincerà il premio Nobel per questa invenzione, però siamo anche sicuri che un bel poi di voi imprecheranno di meno, quando si tratta di montarli a casa.

Pensate a tutte le volte che siete andati tutti felici all’Ikea, in una di quelle domeniche piovose e siete stati dentro tutto il giorno, poi siete tornati a casa pieni di scatole e scatoloni e finalmente avete deciso di montare tutto il montabile, in una Ikea Night di quelle serie.

 

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Di solito si parte belli carichi ma l’ebrezza dura massimo mezz’ora, poi sale la prima imprecazione. Magari manca un tassello oppure è andato a finire sotto il divano, oppure ancora nascosto dal gatto. Quello che sulla carta sembrava semplice diventa quasi impossibile e lo sconforto prende il sopravvento.

Il tavolo Lisabo è il primo in commercio ad adottare questa nuova meccanica Ikea, che era già stata provata con successo nel 2014 su un armadietto che si montava a incastro, senza bisogno di ulteriori utensili. Che sia la svolta? Noi ci crediamo.

 

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Raffaele Portofino

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Raffaele Portofino

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