Aigues-Mortes è un comune di 8000 abitanti nel sud della Francia: il nome di questo posto ci dice già tutto del suo rapporto con l’acqua e con la morte, segnato da gigantesche saline che ne fanno il principale centro di produzione di sale in Francia.
Una tradizione che risale al 1240, quando Luigi IX se ne impadronì per ottenere il controllo delle imposte sulla produzione di quel sale che rende da sempre le sue acque morte. Non è dunque un caso che l’ultima installazione di Motoi Yamamoto abbia trovato sede adeguata in un antico castello della zona, fino al prossimo 30 novembre.
L’artista giapponese si dedica infatti da anni a gigantesche composizioni geometriche realizzate posizionando manualmente sale per terra. È per lui un’attività terapeutica, che ha a che fare con l’elaborazione del lutto dopo il cancro al cervello della sorella: nella cultura giapponese esiste infatti un collegamento tra sale e riti funebri.
La città di Aigues-Mortes, che già nel nome porta il segno di una sorta di maledizione e che vive da sempre delle proprie saline, è quindi il perfetto teatro per questa installazione.
Come se non bastasse, sempre qui, oltre un secolo fa, si verificarono scontri tra operai francesi e italiani che lavoravano nelle saline, in cui morirono decine (forse centinaia) di persone.
Tutto torna dunque: labirinti, acqua, sale, e morte. Sembra esserci una silenziosa intesa tra l’artista e il paese che ne ha ospitato l’opera, anche se i due appartengono a mondi lontanissimi.
[via Boooooom]
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