Il tuo iPhone diventa una lampada, grazie a un designer italiano

Ibat Jour, di Nazzareno Ruspolini

 

Nazzareno Ruspolini si occupa di product design a Terni, in Umbria. Ha scelto un luogo atipico come base, ma è nato lì e convinto che oggi per fare il designer un posto valga l’altro ci ha preso, visto il successo virale che ha avuto il suo gadget col quale ha trasformato l’iPhone in un abat jour.

Il nome del progetto è, manco a dirlo, iBat-jour ed è tanto semplice quanto carino: un oggetto in plastica sagomato a forma di lampada, pronto per accogliere la luce del flash dello smartphone e a diffonderla. Ci è piaciuto un sacco e abbiamo fatto qualche domanda al suo autore.

 

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Come ti è venuto in mente di progettare una piccola abat-jour per iPhone?
La serie iBat-jour nasce dall’osservazione di come lo smartphone abbia inglobato le funzioni e sostituito molti oggetti della nostra quotidianità, quali orologi, agende, fotocamere, videocamere ecc. Visto questa tendenza e osservando i device, già dotati di una fonte luminosa led potente ma troppo diretta, perché non rifrangere questa luce con dei diffusori ispirati alle vere abat-jour rendendo così la luce più funzionale e tenue?

 

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Questa serie è progettata solo per iPhone o può funzionare anche sugli altri smartphone?
Le iBat-jour sono progettate appositamente per iPhone, in quanto questo oggetto ha cambiato radicalmente il nostro modo di rapportarci con il mondo, in un modo che solo fino a pochi anni prima era impensabile.

 

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La tua serie è stata stampata in 3D. Per tua esperienza, quali sono i vantaggi di questo “nuovo” modo di creare gli oggetti?
Negli ultimi anni si parla molto di stampa 3D ed è passata dall’essere utilizzata da pochi eletti, all’essere presente nella stragrande maggioranza degli studi di progettazione, fino al laboratorio dell’appassionato. Anche io ne possiedo una che utilizzo per creare i primi prototipi, nel giro di qualche ore passo dal disegno 3D al toccare con mano l’oggetto che fino a poco prima era solo nella mia mente. Un bel vantaggio.

 

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Quindi è ormai una tecnologia assolutamente accessibile?
Eh, dipende. Gli oggetti stampati in 3D non sono tutti uguali. La differenza sostanziale la fa la tecnologia utilizzata per stampare, che rende l’oggetto più o meno preciso e con una superficie più liscia e pulita. Per farvi un esempio, per creare la serie iBat-jour, dapprima ho stampato con la mia stampante desktop FDM i primi prototipi, ma poi l’oggetto finale è stato stampato da un service di stampa 3D con una tecnologia a sinterizzazione laser estremamente più precisa e pulita, così da rendere l’oggetto vendibile. Questo tipo di stampanti sono ad uso estremamente professionale e possono costare anche centomila euro.

 

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Stai lavorando su nuovi progetti potenzialmente virali?
Ora sto lavorando su due oggetti che ancora non esistono in commercio, uno dedicato al mondo del Pet per aiutarci a vivere il nostro cane l’aria aperta, l’altro sarà un oggetto regalo speciale che stupirà chi lo riceve. Non so se diventeranno virali come iBat-jour ma lo spero.  Seguitemi e vedremo!

Simone Stefanini

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Simone Stefanini

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