La scacchiera dadaista di Man Ray del 1924 è tornata in produzione

La scacchiera di Man Ray

 

Il fotografo e pittore dadaista Man Ray aveva un debole per gli scacchi. Durante la sua carriera si approcciò a questo gioco nei modi più diversi: nel 1934, ad esempio, inventò una scacchiera dove, al posto degli spazi bianchi o neri, c’erano le fotografie dei più importanti artisti surrealisti del periodo.

In seguito si cimentò costruendo diversi modelli in legno, che poi diventarono assolutamente rari e preziosi. Uno di questi, datato 1945, apparteneva alla collezione d’arte di David Bowie messa all’asta recentemente ed stato venduto per una cifra pari a 126,000 euro. Se, come è prevedibile, non sono cifre alla portata del vostro portafoglio, sappiate che la Man Ray Trust, la società che detiene i diritti delle opere dell’artista, ha dato l’autorizzazione per riproduzione di un nuovo set di scacchi disegnato da Man Ray.

 

La scacchiera di Man Ray

 

La scacchiera è stata realizzata nel 1924 ed è costruita interamente in legno. Rispecchiando in pieno lo stile dadaista dell’artista, i pezzi non rimandano minimamente le figure degli scacchi tradizionali. Il re, ad esempio, è rappresentato da una piramide, la regina è un cono, l’alfiere assomiglia ad un vaso mentre il cavallo ricorda il ricciolo di un violino. Le uniche figure più convenzionali sono quelle dei pedoni e della torre, rispettivamente una sfera e un quadrato.

 

Nel video qui sopra potete approfondire meglio la storia di questa scacchiera e vedere più da vicino ogni singolo pezzo. Ora la scacchiera sarà prodotta in larga scala dall’azienda tedesca Original Design, anche in questo caso il prezzo non è poi così economico – 550 euro circa – ma sempre è molto meno di quanto ha speso l’anonimo collezionista che si è aggiudicato la scacchiera di Bowie.

Se poi anche questo modello è per voi troppo caro, potete sempre consolarvi scaricandovi tutti i numeri della storica rivista Dada, che il sito Monoskop.de ha messo in free download in occasione dei cento anni del dadaismo.

 

[via openculture.com]

Sandro Giorello

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