Art
di Marcello Farno 20 Maggio 2016

In Francia hanno trasformato le carrozze dei treni nelle stanze di Versailles

Con i soffitti e i panorami della Reggia più famosa del mondo

treni francia versailles (9)  photo: Maxime Huriez

 

Dal prossimo 25 maggio prendere il treno in Francia avrà un sapore tutto diverso. E il merito non sarà delle terre e dei paesaggi attraversati dai binari, non dobbiamo certo invidiarli ai cugini quelli, ma delle carrozze e dei loro rivestimenti interni. Perché se è vero che il comfort di un viaggio si misura anche dall’ambiente di cui ti circondi, allora alla SNCF hanno veramente a cuore i propri passeggeri.

L’azienda pubblica di trasporto ferroviario francese ha messo a punto un’idea fantastica. Grazie all’aiuto della società di produzione americana 3M ha infatti trasformato gli interni di un certo numero di treni in meravigliosi ambienti della Reggia di Versailles: si va dai giardini del castello alla biblioteca di Luigi XVI, dalla Sala degli Specchi alle stanze di Maria Antonietta.

Le grafiche sono state prodotte e poi installate all’interno dei treni grazie a un lavoro certosino di un team composto da dieci persone. Dei veri e propri puzzle, si parla di 941 pezzi per singola carrozza, che viaggeranno su cinque treni in transito ogni giorno in 36 stazioni diverse.

L’obiettivo, come dichiarato ufficialmente dai vertici della SNCF, è quello di rendere più piacevoli i momenti di viaggio, sia per i turisti che per i normali pendolari, e scoraggiare gli atti di vandalismo. Ma soprattutto il progetto mira a promuovere in maniera originale il turismo verso uno dei luoghi simbolo di Parigi e della Francia tutta.

 

treni francia versailles (1)  photo: Maxime Huriez

 

Pensateci bene, un guasto o un fermo improvviso del treno potrebbero trasformarsi in una lieta occasione per scoprire la bellezza dei giardini di corte e delle stanze della Reggia, anziché costringerci a imprecare tutti i santi del calendario. Ça va sans dire, in termini di eleganza i cugini dimostrano sempre il fatto loro. Trenitalia prendi esempio.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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