Cronaca

Venezuela, rilasciati Alberto Trentini e Mario Burlò: la ricostruzione

Alle 4 del mattino in Italia l'annuncio del Ministro degli Esteri Antonio Tajani

Le speranze degli ultimi giorni diventano realtà: Alberto Trentini e Mario Burlò sono finalmente liberi. L’annuncio sui social del ministro degli esteri Antonio Tajani: i due connazionali sono stati rilasciati dalle autorità del Venezuela. Trattative serrate, dopo un lungo lavoro a fari spenti di diplomazia e intelligence, poco fa il ministro e vicepremier ha spiegato i dettagli.

Le prime parole di Trentini

Nelle prime immagini Trentini al telefono in maglietta rossa, Burlò, maglia blu, sorridono e stanno bene. Le prime parole del cooperante veneziano sono state la richiesta di una sigaretta, poi ha rassicurato: “Nessuno ci ha torturato. Ci hanno trattato bene” e la videochiamata con la famiglia. Dal Venezuela nessuna indicazione sul motivo o la natura delle accuse sulla detenzione dei cittadini italiani. Per il vicepremier Tajani sulle accuse c’è tempo per appurarle, “La priorità era liberare i prigionieri” ha detto.

Le reazioni di Meloni e Mattarella

Per Trentini e Burlò finisce un lungo calvario durato oltre 400 giorni nel famigerato carcere di El Rodeo, vicino a Caracas, “gioia e soddisfazione”, dice la premier Giorgia Meloni, il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha telefonato alla madre di Trentini: “sollievo e gioia” espressi dal capo dello stato.
Determinante l’arresto di Maduro e la caduta del suo regime, i rinnovati rapporti tra Italia e Venezuela: “Inizia un nuovo corso tra Roma e Caracas, aumenteremo la nostra presenza in Venezuela” ha promesso Tajani.

Il calvario di Trentini e Burlò

Sono state giornate cruciali sul filo di equilibri instabili e di contatti frequenti. L’8 gennaio le autorità del Venezuela avevano annunciato la liberazione di un importante numero di prigionieri. Nella lista dei primi 15 cittadini rilasciati per via dell’accordo tra Stati Uniti e Venezuela c’era solo il giornalista e politico l’italo Venezuelano Pilieri.

Per Trentini e Burlò invece c’è stata un’altra trattativa, che prosegue per il rilascio degli altri connazionali ancora detenuti. “Non ho parole per esprimere la gioia, la fine di un incubo. Ringrazio ogni persona che ha lavorato per la liberazione di mio padre che non vedo l’ora di riabbracciare” ha detto Gianna, la figlia del commercialista torinese. l’aereo con trentini e burlò rientrerà in Italia tra stanotte e domani.

Raniero Altavilla

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