L’Assegno Unico Universale è una misura che fondamentalmente supporta le famiglie. L’obiettivo è semplice, ovvero semplificare l’ambito dei contributi a sostegno della natalità.
Infatti è previsto un aiuto economico per ogni figlio a carico fino ai ventuno anni di età, mentre per i figli disabili non ci sono limiti. Questo assegno viene garantito a tutte le famiglie, indipendentemente dalla loro condizione reddituale. Quello che varia davvero è l’ammontare del contributo.
L’importo è basato sull’ISEE valido al momento esatto in cui viene presentata la richiesta, tuttavia c’è da considerare che se non si dispone del documento si può comunque ottenere l’assegno. Nel 2026, a riguardo, vi sarebbero alcune differenze da tenere in considerazione rispetto al passato.
Assegno Unico 2026, aumenti in vista: tutti i dettagli
Il tasso di rivalutazione da applicare nel 2026 all’assegno unico – e non solo – è pari all’1,4%, ciò sta a significare che ci potranno essere alcuni aumenti di assoluto rilievo da considerare. Non possiamo ancora sapere le cifre ufficiali, anche perché per quelle vi sarà la ferrea necessità di attendere l’aggiornamento delle tabelle INPS a inizio 2026. In ogni caso, le prime stime attendibili possono essere già realizzate grazie al tasso di rivalutazione definitio dall’Istat.

Per avere diritto al massimo dell’importo dell’assegno, grazie all’incremento percentuale di cui abbiamo parlato in precedenza, l’ISEE è di 17.468,51 euro (prima era di 17.227,33 euro). Per coloro che desiderano richiedere l’importo minimo, parliamo invece di 46.230,35 euro (finora l’ISEE era fissato a 45.595,02€). Non sono aumenti particolarmente abnormi, ma comunque da tenere fortemente in considerazione. A partire da gennaio 2026, l’importo massimo dell’assegno sarà di 203,81 euro, mentre quello minimo di 59,83€. Nel caso dei figli con disabilità, si passa da 120,6 a 122,28€ per quelli non autosufficienti, da 109,1 a 110,63 per quelli affetti da una disabilità grave e da 97,7 a 99,06 per chi è colpito da una condizione rilevante ma meno debilitante rispetto a quelle più gravi.
Per quanto riguarda i figli successivi al secondogenito, l’importo massimo passa da 97,7 a 99,06€, per le mamme under 21 si passa da 23,0 a 23,32€ e nel caso in cui entrambi i genitori lavorino si passa da 34,4 a 34,88€. Per quanto permane invece l’Assegno Unico per i figli maggiorenni, l’importo massimo passa da 97,7 a 99,06€, mentre quello minimo da 30 a 30,42€. Si tratta di un cambiamento minimo, ma comunque considerevole perché permette a tutti quanti i percettori di tale assegno di poter ricevere un aumento che in certi casi – specialmente per coloro che detengono un ISEE al ribasso – può essere davvero di fondamentale aiuto.
