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Bravely Deafult II è una dichiarazione d’amore verso il gioco di ruolo

Beh esco allo scoperto, se c’è un genere che adoro, sin da quando ho mosso i primi passi nel mondo videoludico, è quello dei giochi di ruolo. Ed i motivi sono due: amo le storie e amo avere la possibilità di interpretarle.  Quando ho sentito dell’annuncio di Bravely Default II dai canali ufficiali di Square Enix sono stato particolarmente felice, perché questa saga, iniziata su Nintendo DS e ora approdata su Nintendo Switch, è la serie perfetta per chi è innamorato degli jrpg. Tuttavia, e in questo mio pezzo cercherò di spiegarvi il perché, Bravely Default II è anche un ottimo e ideale starter-point per chi è abbastanza a digiuno del genere o, perché no, per chi vuole iniziare a esplorarlo.

Anche se siamo davanti a un terzo capitolo, la storia è talmente precisa nel descrivere e presentare i cliché del genere (un eroe prescelto, una minaccia legata all’ombra, una serie di fidi compagni che ci seguono in un lungo viaggio) da risultare comunque appassionante.  Grazie a un’estetica che riprende l’immaginario simile ai Final Fantasy delle origini, Bravely Default II ben si adatta al giocatore più esperto, ma anche e a quello più acerbo, offrendo per altro un monte di ore di gioco davvero impressionante. Grosso modo in 60 ore si potrà giungere al primo dei finali ma, come la tradizione ne conviene, molto spesso un gioco di ruolo presenta più conclusioni che si possono “sbloccare” solo dopo la terminazione dei finali precedenti, invitando così il giocatore a riprendere il titolo a più riprese per poter conoscere con maggiore accuratezza il mondo che lo circonda.

Se vi piacciono le statistiche…

Sul fronte del gameplay, sempre nel solco della tradizione degi jrpg anni Novanta, abbiamo la classica impostazione a turni, con meccaniche che però rendono tutto ciò dinamico e stimolante grazie alla possibilità di effettuare particolari combinazioni tramite le diverse specificità e tipologie dei personaggi del proprio party. Tuttavia sono state apportate diverse migliorie a questa formula di successo. Tanto per citarne una, sono stati eliminati gli incontri casuali, ora il giocatore, più o meno coscientemente, potrà decidere se attaccare questo o quel nemico direttamente oppure scegliere un altro tipo di approccio.

Il nostro party alle prese con un combattimento

Proprio la specificità dei singoli combattenti viene poi esplosa nel job system che permette di plasmare le caratteristiche del proprio combattente nel modo che si preferisce. Questa profonda e totale libertà darà modo al giocatore di personalizzare la propria esperienza. Un’esperienza di gioco che, sia a livello tattico che di combattimento, non sarà per niente facile. Oltre all’estetica di cui vi parlavamo prima, Bravely Deafult II è anche uno dei titoli che nella modalità portatile si comporta meglio su Switch, anzi, forse, trova proprio qui la sua dimensione ideale. Ma anche nella versione televisiva fa un’ottima figura. Insomma che siate esperti del genere o alle prime armi, Bravely Deafult II è una dichiarazione d’amore verso il gioco di ruolo. E se avete voglia di innamorarvi per la prima o per l’ennesima volta, questo gioco fa proprio per voi.

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Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

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Mattia Nesto

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