Geek

Donkey Kong Country Returns HD fa bene come il potassio

La riedizione per Nintendo Switch di Donkey Kong Country Returns è, ancora, oggi una super mina.

Affermare che Donkey Kong Country Returns HD sia, ancora oggi, una vera e propria mina dal punto di vista del medium videoludica credo sia proprio un esercizio facile. Già perché il ritorno dell’iconico titolo sviluppato da Retro Studio e uscito originariamente nel 2010 per WII ha fatto un bel po’ di rumore e credo gli ingredienti siano abbastanza lampanti: il primo, e più importante di tutti, è che il videogioco con protagonista lo scimmione “incravattato” è un platform veramente ben rifinito, con tantissime trovate proprietarie che, all’epoca come oggi, stupiscono e coinvolgono le giocatrici e i giocatori di tutto il mondo. La seconda cosa è che la “ripulitura” in hd delle texture giova sicuramente ad un comparto grafico che, già così, era molto bello e coinvolgente. E poi, ultimo ma non ultimo, anche il suo “buon” grado di cattiveria è sicuramente una caratteristica che, ad un certo qual tipo di gamer, può davvero risultare come “un seller point”. In attesa di Switch 2, questo ritorno per Nintendo Switch non può, perciò, che essere assolutamente gradito.

Il lavoro compiuto da Forever Entertainment è molto buono; intendiamoci nulla di stupefacente o che migliora in modo così tanto sensibile l’eccellenza del titolo originale, ma sicuramente, come ricordato prima, vedere le texture e i modelli poligonali in hd dà ancora più la sensazione dell’assoluta bontà del lavoro precedente. Stiamo insomma parlando di un titolo che, a mio avviso, sfonda decisamente la “barriera” dell’8 in pagella, attestandosi ad un 8.2 di assoluta bellezza, difficoltà e stile. Kong insomma è, ancora una volta, una delle iterazioni della grande N in cui maggiormente si “osa” sul fronte della difficoltà di gioco, con un livello di sfida decisamente tarato verso l’alto (e con qualche frustrazione tuttavia di troppo, come ad esempio l’impossibilità, se non proprio ricominciando il livello, di recuperare tutti i collezionabili se ad un certo punto se n’è dimenticati qualcheduno).

Nonostante insomma un prezzo sul mercato che è “il classico” prezzo da riedizione di casa Nintendo (che è sempre quello e perciò mi ha un po’ stupito il fatto che qualche creator e testata abbia sollevato la polemica da questo punto di vista), questo videogioco è un inno al gameplay, un platform rifinitissimo, “duro&puro” che vi terrà incollati allo schermo, ne sono certo. E che vi farà bene come una robusta dose di potassio…o di banane, se preferite.

 

Mattia Nesto

Fa che la morte mia, Signor, la sia comò 'l score de un fiume in t'el mar grando

Published by
Mattia Nesto

Recent Posts

Retroscena Kimi Antonelli, la Mercedes non c’entra niente: chi lo ha scoperto davvero

Andrea Kimi Antonelli ha riportato l'Italia sul gradino più alto del podio dopo vent'anni dall'ultima…

7 giorni ago

PS6 nel 2027: nonostante la crisi RAM, il colosso giapponese non arretra di un millimetro

Il 2026 è un anno importante per il mondo dei videogiochi. Dopo l'uscita di Resident…

2 settimane ago

Quando una canzone non esce più dalla mente: la spiegazione degli studi sul cervello

Succede a tutti almeno qualche volta. Una canzone che ascoltiamo quasi per caso continua a…

3 settimane ago

Sempre più persone cambiano lavoro dopo i 40 anni: cosa sta succedendo davvero

Fino a pochi anni fa cambiare lavoro dopo i quarant’anni veniva spesso visto come un…

3 settimane ago

Festa della donna: perché esiste davvero e cosa ricordano le ricerche sulla condizione femminile oggi

L’8 marzo viene spesso associato a mimose, eventi e celebrazioni simboliche, ma la Festa della…

3 settimane ago

Perché ricordiamo solo alcuni sogni: cosa succede davvero nel cervello mentre dormiamo

Ci sono notti in cui ci svegliamo con la sensazione di aver vissuto una storia…

3 settimane ago