André Ford, uno studente di architettura del Royal College of Art, ha presentato un progetto shockante e provocatorio riguardante l’allevamento intensivo dei polli destinati alla macellazione.
La struttura ideata da Ford si sviluppa in verticale e consente di “coltivare” ancor più intensivamente i polli, che sono immobili, appesi e nutriti attraverso un sistema di tubazioni che provvede anche a farli respirare e a eliminare gli escrementi. L’idea alla base del progetto è che i polli siano privati alla nascita di quella parte del cervello che sovraintende ai sensi dell’animale, che si trova quindi in una condizione “esistenziale” difficilmente definibile. Cresce, i suoi muscoli si sviluppano – attraverso impulsi elettrici, dal momento che non può muoversi – ma non ha una vera e propria attività cerebrale.
Ford si spinge fino al punto di proporre che questi polli non siano più definiti animali da allevamento ma semplice “carne coltivata” ; da notare che il suo obiettivo non è tanto evidenziare le deprimenti condizioni di vita dei polli prima della macellazione – esistono fior di documentari in proposito – quanto quello di rendere più efficiente la produzione di carne, risolvendo alla radice il problema dello stress fisico e psicologico a cui sono sottoposti gli animali di cui ci nutriamo.
Il consumo di carne di pollo, in particolare, è in costante aumento nel mondo.
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